Addio a Robert Redford, il volto americano che amava Firenze

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Se n’è andato, all’età di 89 anni, il 16 settembre scorso, Robert Redford, lasciando un vuoto profondo nel cinema mondiale, che lui aveva attraversato da protagonista per decenni, con una filmografia sterminata che conta oltre settanta pellicole, nelle quali ha spaziato, con indiscutibile talento, dai generi più romantici a quelli western, senza tralasciare il thriller e la commedia, ricoprendo spesso, per alcuni di essi, anche il ruolo di produttore esecutivo.

La sua figura, tuttavia, non può essere racchiusa soltanto nella dimensione hollywoodiana, poiché il suo legame con l’Italia, e in particolare con Firenze, rappresenta un capitolo intimo e significativo della sua esistenza; negli anni Cinquanta, infatti, un giovanissimo Redford si stabilì nella città toscana, dove giunse quasi per caso nel mezzo di un grand tour europeo, un’esperienza formativa che lui stesso ha più volte rievocato con affetto nelle interviste, sottolineando come quel soggiorno fiorentino, dedicato allo studio dell’arte, abbia plasmato il suo sguardo estetico e il suo amore per la bellezza.

La Rai, nel rendere omaggio alla sua memoria, ha proposto ai telespettatori due pellicole che ne celebrano il talento attoriale: Rai Movie ha trasmesso "A spasso nel bosco" di Ken Kwapis, mentre Rai 3 ha programmato "Old Man and the Gun" per la regia di David Lowery, due titoli che, seppur recenti, testimoniano una carriera lunghissima e di successo, coronata da due premi Oscar, il primo dei quali, vinto come miglior regista per "Gente comune" nel 1981, e il secondo, un riconoscimento alla carriera, arrivato nel 2002

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