Le borse europee frenano dopo il rally, Milano resiste con Stellantis e Ferrari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse europee, dopo il rimbalzo dei giorni scorsi favorito dalla tregua tra Iran e Israele e dalle rassicurazioni del governatore della Fed Jerome Powell, hanno perso slancio, muovendosi in territorio neutro o in lieve calo. I futures statunitensi, privi di direzione, hanno contribuito a raffreddare gli entusiasmi, mentre il petrolio – seppur stabile intorno ai 65 dollari al barile – non ha fornito ulteriori spinte.

A Milano, il Ftse Mib ha segnato un timido +0,23%, trainato soprattutto dai comparti automotive e luxury. Stellantis, favorita dall’upgrade di Jefferies da "hold" a "buy", ha guadagnato quasi il 4%, superando le attese nonostante i dati sulle immatricolazioni europee fossero nel complesso deludenti. Ferrari, dal canto suo, ha chiuso con un +3,6%, confermando la resilienza del settore high-end. Diverso il destino delle banche, con BPER in netto ribasso (-2%), mentre Leonardo ha mantenuto un andamento positivo, complice l’attenzione sul vertice Nato in corso.

Francoforte e Parigi, invece, hanno invertito la rotta rispetto all’apertura: il Dax tedesco ha ceduto lo 0,23%, mentre il Cac 40 francese si è fermato a un +0,04%, segnale di una cautela diffusa tra gli investitori. Powell, pur non escludendo un taglio anticipato dei tassi, non ha fornito indicazioni nette, lasciando i mercati in attesa di nuovi driver.

La tregua in Medio Oriente, sebbene abbia attenuato le tensioni geopolitiche, non è bastata a sostenere una ripresa decisa. Gli operatori, ormai abituati a repentine escalation, sembrano preferire una strategia attendista, soprattutto in vista dei prossimi dati macroeconomici. Intanto, Trump – riconfermato alla Casa Bianca – continua a influenzare gli scenari globali, sebbene le sue dichiarazioni più recenti non abbiano provocato scossoni immediati.

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