Omicidio Martina Carbonaro, la madre testimonia in aula con il braccialetto elettronico
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Redazione Interno
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Fiorenza Cossentino è entrata quest'oggi nell'aula della Corte d'Assise di Napoli indossando un braccialetto elettronico alla caviglia, una presenza fisica che ha segnato l'udienza dedicata all'omicidio della figlia Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa ad Afragola il 25 maggio 2025.
La donna, convocata per deporre nel processo che vede imputato l'ex fidanzato della ragazza, Alessio Tucci, reo confesso del delitto, si è presentata dinanzi ai giudici con questa limitazione della libertà personale, imposta dal gip del tribunale di Napoli Nord sia a lei che al marito Marcello Carbonaro. Il provvedimento, che vieta alla coppia di avvicinarsi ai familiari dell'imputato, è stato adottato in seguito ad alcuni episodi verificatisi durante le precedenti udienze, nei quali i genitori della vittima avrebbero rivolto minacce ai parenti di Tucci.
La testimonianza della madre e il ricordo di Martina
Nel corso della sua deposizione, durata diverse ore, Cossentino ha ricostruito i momenti successivi alla scomparsa della figlia, soffermandosi sul comportamento dell'assassino dichiarato. Secondo quanto riferito dalla donna, quando i carabinieri si sono presentati presso l'abitazione del ragazzo per recuperare gli effetti personali di Martina, Tucci appariva "tranquillo", al punto da offrire il caffè ai militari che stavano svolgendo gli accertamenti.
Un atteggiamento che, a distanza di mesi, la madre continua a giudicare disturbante, considerata la consapevolezza che il giovane aveva già dell'accaduto. La Cossentino, visibilmente commossa durante l'intervento, ha sottolineato come la famiglia avesse affidato la ragazza a Tucci anche in virtù di un legame di parentela esistente tra i due nuclei, una circostanza che rende ancor più drammatica la vicenda ai suoi occhi.
Il divieto di avvicinamento e le tensioni processuali
La misura restrittiva che grava su Fiorenza Cossentino e Marcello Carbonaro rappresenta un elemento inedito in un processo già carico di tensione emotiva. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli Nord ha ritenuto necessario adottare il braccialetto elettronico e il conseguente divieto di avvicinamento ai parenti di Alessio Tucci per prevenire ulteriori episodi di intimidazione, dopo che la coppia si sarebbe resa protagonista di minacce nel corso delle precedenti comparizioni.
L'imputato, detenuto in carcere, ha seguito l'udienza odierna in videocollegamento, senza potersi confrontare direttamente con i presenti in aula.
Le dichiarazioni della madre prima dell'udienza
Prima di varcare la soglia del tribunale per il suo intervento, che ha previsto anche l'audizione di un'amica di Martina, Cossentino aveva rilasciato alcune brevi dichiarazioni ai cronisti presenti, definendo l'amore come "libertà" e opponendolo al concetto di "possesso" che, a suo dire, ha caratterizzato il rapporto tra l'assassino e la figlia. "L'avevamo affidata a lui", ha ripetuto la donna, "e lui ce l'ha uccisa", un'affermazione che sintetizza il senso di tradimento provato da una famiglia che aveva riposto fiducia in un ragazzo legato da vincoli di parentela.
La richiesta di giustizia, avanzata dalla madre prima dell'inizio della deposizione, ha trovato spazio anche nelle battute finali del suo intervento davanti ai giudici, sebbene il processo debba ancora compiere il suo iter per giungere a una sentenza definitiva.
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