Milik e il calvario infinito: tra infortuni e dubbi sulla carriera
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Redazione Sport
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Arkadiusz Milik, il cui nome era diventato sinonimo di speranza per la Juventus quando fu acquistato, oggi incarna invece l’incertezza più frustrante. Il preparatore atletico Mimmo Celsi, intervenendo a Cose di calcio su Radio Bianconera, ha spiegato senza giri di parole le difficoltà dell’attaccante polacco, sottolineando come due operazioni al ginocchio lo abbiano costretto a un lungo e faticoso adattamento muscolare. "Era inevitabile che servisse tempo per ritrovare la postura corretta", ha affermato, delineando un quadro in cui le diverse aree – performance, medica, nutrizionale – devono coordinarsi, anche se spesso procedono separatamente.
Quello che doveva essere un recupero lineare si è trasformato in una sequenza di battute d’arresto. Dopo l’ultimo intervento a giugno, Milik ha tentato di accelerare i tempi, alternando sedute al J Medical a periodi di riabilitazione in Polonia, ma un nuovo problema muscolare ha vanificato ogni sforzo. La sua assenza, ormai protratta da mesi, solleva interrogativi non solo sulla sua stagione – quasi certamente compromessa – ma anche sul futuro in bianconero, considerando che il suo contratto scadrà nel 2025.
La dirigenza juventina, in particolare il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, aveva previsto un rientro per gennaio, ma l’ultimo infortunio ha reso quell’ipotesi irrealistica. E mentre alcuni nella società continuavano a chiedersi se fosse il caso di puntare su un altro attaccante, Thiago Motta, spesso schierato con un’unica punta, si è trovato di fronte a un dilemma: come pianificare una squadra che, di fatto, non può contare sul suo unico centravanti di peso?




