L‘infinito calvario di Dybala: nuovo stop in allenamento, salta il Genoa. E per la Roma ora è un caso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La scena, a Trigoria, si ripete con una frequenza che ha ormai smesso di sorprendere per trasformarsi in una drammatica consuetudine. Paulo Dybala, l’uomo che dovrebbe fare la differenza, l’artista a cui Gian Piero Gasperini affiderebbe volentieri le chiavi della manovra offensiva, si è fermato di nuovo. Era appena tornato in gruppo dopo un mese di stop per quell’infiammazione al ginocchio sinistro che lo tormenta, e ieri mattina, dopo appena dieci minuti di lavoro con i compagni, ha sentito di nuovo quel dolore insopportabile. Alle 10.30 era in campo, visibilmente intenzionato a spingere, ma un movimento, forse un cambio di direzione, gli ha ricordato che il suo Corpo, ancora una volta, diceva no. Ha alzato bandiera bianca, ed è uscito. Non ci sarà per la partita di domenica a Marassi contro il Genoa, la squadra del grande ex Daniele De Rossi, e questo ennesimo intoppo costringerà il tecnico a fare a meno del suo talento più cristallino in un momento cruciale della stagione.

Un ginocchio che non dà tregua, e un copione che si ripete identico

Il dolore al ginocchio sinistro, quello stesso che lo aveva costretto ai box per oltre un mese, non è una novità, e lo staff medico della Roma, a quanto si apprende, non sembra mostrare preoccupazioni eccessive riguardo alla natura dell'infortunio. Ma qui non si tratta più di un semplice problema fisico, bensì di una sindrome che rischia di minare l'intero impianto di gioco di Gasperini. Il tecnico, che aveva accolto la sfida di Roma definendola “la piazza più difficile” proprio per la gratificazione che ne deriva se si vince, si ritrova ora con un reparto offensivo che, tolto Malen, offre poche alternative credibili. La sensazione, osservando la sequenza di stop che hanno scandito la carriera di Dybala nella Capitale, è quella di un film già visto: da quando indossa la maglia giallorossa, l’argentino ha saltato quasi quaranta partite, una cifra che equivale a più di un campionato intero, e con questo ennesimo infortunio si aggiunge un altro tassello a una collezione di assenze che sta diventando un problema strutturale per la squadra.

L’assenza pesa, e il tour de force di Gasperini si complica

Cinque partite in quindici giorni, un calendario che mette i brividi e che porterà la Roma ad affrontare impegni delicati come quello contro il Bologna in Europa League, senza dimenticare la trasferta di Como e la sfida casalinga contro il Lecce. Gasperini, in questo tratto di strada che determinerà l’intera stagione e forse anche parte del futuro economico del club legato alla qualificazione Champions, dovrà inventarsi qualcosa. Non potendo contare nemmeno su Soulé, anch’egli ai box, e con Dovbyk che non è ancora al top, l’allenatore si affiderà con ogni probabilità a Pellegrini e Pisilli dietro a Malen, lasciando a Zaragoza il compito di accendere la partita a gara in corso. Un quadro, questo, che stride con le ambizioni di una piazza che non vuole sentir parlare di alibi, ma che si trova a fare i conti con la realtà: il giocatore più talentuoso della rosa è anche il più fragile.

I numeri di un calvario: tredici stop e una costante assenza nei momenti chiave

Non si tratta più di singoli episodi, ma di una tendenza. Analizzando il suo percorso nella Roma, emerge una costante preoccupante: gli infortuni di Dybala si concentrano spesso nei momenti cruciali della stagione, quelli che decidono le sorti dell’annata. Dai problemi muscolari della prima stagione ai vari fastidi che gli hanno fatto saltare semifinali europee e scontri diretti per la Champions, la sua assenza è diventata una variabile con cui qualsiasi allenatore deve fare i conti. A febbraio, la squadra aveva agganciato la Juventus in classifica, un risultato che sembrava poter proiettare i giallorossi verso un finale di campionato da protagonisti. Ma l’entusiasmo, puntualmente, si scontra con l’infermeria. Con questo ennesimo stop, l’ennesimo della sua avventura italiana, Dybala rischia di saltare non solo la trasferta di Genova, ma anche buona parte del ciclo che porterà la Roma fino alla sosta per le nazionali, lasciando Gasperini con un pugno di mosche e l’amaro in bocca per quello che avrebbe potuto essere e, invece, ancora una volta non sarà.

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