Makka Sulaev, la giovane che ha difeso la madre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Makka Sulaev, una giovane residente a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, è stata posta agli arresti domiciliari. È accusata di omicidio aggravato dal legame familiare, secondo le regole del cosiddetto codice rosso. La vittima è il padre, Akhyad Sulaev, un ceceno di 50 anni, ucciso nel pomeriggio di venerdì 1 marzo.

La difesa della madre

Secondo il racconto di Makka, il padre ha aggredito la madre al suo ritorno a casa. In risposta, Makka ha colpito il padre con diverse coltellate alla schiena e all'addome. Questo atto di difesa ha portato alla morte del padre, che da anni perpetrava violenze sulla propria famiglia.

Il parere di Carofiglio

Gianrico Carofiglio, scrittore ed ex pm, ha commentato il caso. Ha ricordato che la legittima difesa è garantita solo se proporzionata all’offesa. Carofiglio ha scritto almeno due libri che ricordano il caso di Makka Sulaev. In "Ad occhi chiusi" del 2003, primo romanzo italiano a parlare di stalking, figura una ragazza patricida. E nell’ultimo "L’orizzonte della notte", il tema è centrale.

La decisione del giudice

Il giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il provvedimento di fermo richiesto dalla procura per Makka Sulaev. Ha riconosciuto il grave disagio psicofisico della giovane, vittima, come la madre, di continue violenze. Pertanto, Makka non andrà in carcere e potrà continuare a studiare.

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