Pesaro, l’inchiesta Affidopoli si allarga: l’ex sindaco Ricci indagato per peculato
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Redazione Interno
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La procura di Pesaro ha appena allargato il perimetro di un’inchiesta – quella ribattezzata “Affidopoli” – che da mesi tiene banco negli uffici giudiziari marchigiani e che ora assume una piega decisamente più spinosa per Matteo Ricci, l’ex primo cittadino oggi europarlamentare del Partito Democratico. Da oggi, infatti, Ricci è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati per peculato, un’accusa che si aggiunge a quelle già emerse nelle scorse settimane e che riguarda l’utilizzo di fondi pubblici destinati, secondo la ricostruzione degli inquirenti, a iniziative promozionali e tour politici personali risalenti al 2024. L’indagine, coordinata dalla procura pesarese, ha visto il lavoro congiunto della squadra mobile e della guardia di finanza, i cui accertamenti hanno portato il numero complessivo delle persone finite sotto la lente d’ingrandimento a ventisette.
L’accusa di peculato e il meccanismo svelato da un’inchiesta giornalistica
La nuova contestazione – quella di peculato, appunto – non è nata dal nulla. A innescare l’ulteriore sviluppo investigativo sarebbe stato un articolo pubblicato lo scorso 25 luglio da un quotidiano nazionale, «La Verità», che aveva messo in luce alcune cene elettorali organizzate dall’allora sindaco Ricci. Da quel racconto giornalistico, gli investigatori hanno tratto spunto per approfondire il sistema di spese legato a eventi promozionali, verificando se dietro quei momenti di convivialità si nascondesse, in realtà, un utilizzo distorto di risorse pubbliche. Il peculato, in questo contesto, viene ipotizzato per sette persone complessive, tra cui lo stesso Ricci, mentre il reato di falso sarebbe contestato ad altri indagati all’interno del medesimo filone. L’inchiesta originaria, partita sugli affidamenti comunali tra il 2019 e il 2024, ha dunque subito una torsione significativa: non più solo presunti favoritismi negli appalti, ma anche l’ipotesi che denaro pubblico sia stato dirottato per fini personali o politici.
Sette nuovi indagati e due ex funzionari nel mirino
Con l’estensione degli accertamenti, il pool di indagati è passato da venticinque a ventisette. Tra i nuovi iscritti figurano un ex addetto stampa del comune di Pesaro e l’ex vicesegretaria generale dell’amministrazione comunale, due figure che – a vario titolo – avrebbero avuto ruoli di gestione o autorizzazione nella catena di spese sottoposte a verifica. La procura, che non ha ancora depositato il formale avviso di garanzia per tutti i coinvolti, sta procedendo con gradualità, incrociando documenti contabili, registrazioni di eventi e testimonianze raccolte sia dagli investigatori della polizia sia dai militari delle fiamme gialle. Quello che emerge, allo stato attuale, è un quadro in cui le iniziative pubbliche e le occasioni promozionali si sarebbero mescolate con tour politici, rendendo labile il confine tra l’agire istituzionale e l’attività personale di Ricci.
La replica di Ricci: “Completamente estraneo, il vino lo pagavo io”
Dopo un giorno di silenzio, durante il quale non aveva rilasciato dichiarazioni, Matteo Ricci ha scelto la forma scritta per rispondere alle nuove contestazioni. In una nota, l’europarlamentare dem si è detto “completamente estraneo ai fatti” – esattamente come, aggiunge, si era dichiarato estraneo rispetto alle accuse già sollevate nello scorso luglio. Riguardo al capo di imputazione che parla di un peculato di circa diecimila euro a suo carico, Ricci ha voluto fornire una propria versione delle cene finite sotto inchiesta: “Ero ospite – ha scritto – e il vino lo pagavo io”. Una precisazione, la sua, che mira a ridimensionare la portata dell’ipotesi accusatoria, spostando l’accento sulla natura privata di quelle spese e sul fatto che non vi sarebbe stato alcun costo a carico delle casse comunali. La procura, però, non ha ancora depositato le carte definitive, e il confronto tra la tesi dell’accusa e la linea difensiva di Ricci – che al momento non risulta avere un difensore nominato per questo specifico capo d’imputazione – è destinato a svilupparsi nelle prossime settimane.




