Maltempo in Sardegna, crolla una casa nel centro storico di Orani e il vento mette in ginocchio l’Ogliastra
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Redazione Interno
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Pioggia e vento non danno tregua alla Sardegna, e la provincia di Nuoro, con le sue articolazioni territoriali che vanno dalla Barbagia all’Ogliastra, si trova a fare i conti con una nuova emergenza legata al maltempo che, nel corso della giornata di domenica 15 febbraio 2026, ha richiesto uno sforzo notevole da parte dei vigili del fuoco. Un episodio che concretizza la violenza degli agenti atmosferici, i quali hanno letteralmente minato la stabilità di un vecchio immobile, si è verificato proprio nel cuore del centro storico di Orani, piccolo centro barbaricino: qui, una casa disabitata, probabilmente già indebolita dalle precedenti precipitazioni, è parzialmente crollata, obbligando gli uomini del comando provinciale di Nuoro a intervenire tempestivamente per mettere in sicurezza l’area e scongiurare eventuali rischi per i passanti o per le strutture adiacenti. Questo intervento, per quanto localizzato e circoscritto a un fabbricato non utilizzato, è solo la punta dell’iceberg di una situazione ben più diffusa e complessa che sta mettendo a dura prova l’intero sistema di protezione civile e soccorso tecnico.
Vento e criticità diffuse: il lavoro senza sosta dei vigili del fuoco tra Nuorese e Ogliastra
La furia del vento, che soffia senza soluzione di continuità sull’Isola, ha costretto il Comando provinciale di Nuoro a gestire un flusso impressionante di richieste di soccorso, molte delle quali concentrate in quella fascia orientale della provincia che è l’Ogliastra, territorio particolarmente esposto alle raffiche. Il bilancio delle operazioni, così come comunicato nel corso della giornata, parla chiaro: quarantotto interventi sono già stati portati a termine dalle squadre operative, le quali, nonostante l’impegno profuso, si trovano ancora a dover evadere altre dodici richieste che restano in attesa di essere prese in carico a causa della mole di lavoro e della complessità delle situazioni da affrontare. Non si tratta solo di semplice rimozione di detriti, ma di operazioni delicate che spaziano dalla messa in sicurezza di elementi architettonici pericolanti, come comignoli e canne fumarie danneggiate sui tetti, fino alla gestione di alberi caduti che, oltre a bloccare la viabilità, hanno in più di un caso trascinato con sé cavi elettrici e telefonici, creando disagi non indifferenti alla popolazione e isolando, seppur temporaneamente, alcune abitazioni. Una situazione di criticità che non accenna a placarsi e che tiene i soccorritori costantemente in prima linea.
Le operazioni nel Sarrabus e la situazione complessiva nell’isola
L’emergenza, come spesso accade in questi casi, non conosce confini amministrativi e si estende a macchia d’olio su gran parte del territorio regionale. Se il Nuorese combatte con il vento e i crolli, nel basso versante orientale, nel Sarrabus, l’attenzione dei vigili del fuoco è concentrata in particolare nel comune di Muravera e nelle sue frazioni. Qui, il lavoro delle squadre è incessante e si concretizza principalmente nel taglio e nella successiva rimozione di piante cadute sulla carreggiata, operazioni che si rivelano complesse quando gli alberi, nel loro rovinoso cedimento, hanno coinvolto e danneggiato la rete aerea di distribuzione elettrica e telefonica. Situazioni di questo tipo, oltre a interrompere la viabilità locale, causano l’isolamento di alcuni residenti e determinano blackout che complicano ulteriormente la gestione della giornata. Lo scenario che emerge dall’analisi dei dati forniti dal comando regionale dei Vigili del Fuoco, infatti, è quello di un’isola sotto scacco: basti pensare che nel corso della sola giornata di domenica 15 febbraio, l’intero dispositivo di soccorso dispiegato in Sardegna contava 280 unità operative con 93 automezzi al seguito, numeri che testimoniano la portata dell’ondata di maltempo e la necessità di una risposta organizzata e capillare. A Cagliari, ad esempio, gli interventi conclusi dalla mattina sono stati 64, con ancora 10 richieste inevase; a Sassari, il computo parlava di 49 operazioni portate a termine e 5 in attesa, mentre Oristano, seppur con un numero inferiore di richieste, ha dovuto gestire dieci situazioni, per fortuna tutte già risolte.




