Omicidio a Orani, Tonino Pireddu ucciso davanti casa: un agguato eseguito con un colpo di fucile alla schiena
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Redazione Interno
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Il centro storico di Orani, in provincia di Nuoro, è stato teatro nella notte tra mercoledì e giovedì di un'esecuzione che non lascia spazio a dubbi sulla sua natura premeditata. Tonino Pireddu, operaio di trentotto anni, dipendente di una ditta che si occupa dello smaltimento rifiuti e, più recentemente, dell'installazione di sottoservizi, è stato raggiunto da almeno un colpo d'arma da fuoco, esploso con un fucile, mentre si trovava in corso Italia, a pochi passi dalla porta della sua abitazione. La dinamica, ricostruita dai carabinieri del comando provinciale di Nuoro guidati dal procuratore Riccardo Belfiori, parla di un agguato fulmineo consumatosi nel buio della serata: Pireddu era appena rientrato in auto insieme alla fidanzata, e mentre la donna era già entrata in casa, lui si è attardato qualche istante per recuperare alcuni oggetti dal veicolo, un gesto banale che gli è costato la vita. Il killer, nascosto nell'oscurità, forse in un viottolo adiacente, lo ha colpito alle spalle senza che la vittima potesse vedere il suo assassino o tentare una reazione, per poi darsi alla fuga in modo repentino lasciando la scena del delitto in un silenzio irreale, rotto solo dalle urla della compagna accorsa dopo aver sentito il boato.
La pista degli incendi e i rilievi della scientifica
Gli investigatori, che nella mattinata successiva hanno effettuato un nuovo sopralluogo con la luce del giorno per cercare tracce non visibili nelle prime ore, stanno concentrando le loro attenzioni su un episodio avvenuto circa due mesi fa, un tassello che potrebbe rivelarsi cruciale per comprendere il movente. Lo scorso dicembre, infatti, qualcuno aveva dato alle fiamme due automobili, una delle quali risultata di proprietà della stessa vittima e l'altra legata alla sua compagna: un attentato intimidatorio, mai rivendicato ma ora al centro delle verifiche, che gli inquirenti stanno cercando di collegare all'omicidio per capire se si tratti dello stesso autore o se i due fatti siano anelli di una stessa catena. I carabinieri del reparto investigativo, supportati dal medico legale Roberto Demontis a cui è stata affidata l'autopsia, stanno setacciando ogni angolo di corso Italia e delle vie limitrofe, alla ricerca di bossoli, impronte o qualsiasi altro elemento utile, prestando particolare attenzione anche ai sistemi di videosorveglianza privati e pubblici presenti nella zona; diverse telecamere risultano installate nelle vicinanze, e l'acquisizione delle immagini, qualora fossero state operative, potrebbe fornire indizi fondamentali sulla direzione della fuga o sulla presenza di eventuali complici, dato che non si esclude che il sicario possa aver avuto una rete di supporto logistico. Il procuratore Belfiori, presente durante i sopralluoghi, coordina un'indagine che procede su più binari, scavando nel passato recente e meno recente della vittima, un uomo incensurato descritto da chi lo conosceva come una persona tranquilla e dedita al lavoro, che in passato aveva anche gestito un appalto per la nettezza urbana con la famiglia.
Il lutto e lo stop al carnevale oranese
L'eco degli spari ha squarciato la quiete del centro barbaricino, gettando nello sconforto un'intera popolazione che proprio in questi giorni si apprestava a vivere le celebrazioni del Carnevale. Il sindaco Marco Ziranu, appresa la notizia del delitto, ha immediatamente decretato l'annullamento di tutti gli eventi programmati, una decisione presa di concerto con la Pro loco, l'associazione della maschera tradizionale de Su Bundhu e i gruppi organizzatori dei carri allegorici, per manifestare il rispetto dovuto alla memoria di Tonino Pireddu e il cordoglio che ha avvolto il paese. Le vie del centro, già in parte chiuse al traffico per i preparativi della festa, sono diventate teatro di un dramma umano che ha pochi precedenti nella memoria recente di Orani, un paese che già nel 2017 era stato scosso da un altro omicidio, quando un quarantaseienne, Luca Carboni, era stato ucciso con un colpo di fucile davanti a una pizzeria, una ferita mai del tutto rimarginata che ora si riapre con questo nuovo agguato. Mentre le serrande di negozi e abitazioni si abbassano in segno di lutto e le strade si svuotano, gli investigatori proseguono instancabili il loro lavoro per risalire all'esecutore materiale e al mandante di un'azione così violenta, cercando di dare un volto e un nome a chi, nell'ombra, ha atteso il momento propizio per colpire a morte un operaio di trentotto anni.




