Agguato a Orani, operaio ucciso con un colpo di fucile alle spalle mentre rientrava a casa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il silenzio di corso Italia, interrotto solo dal passaggio di qualche automobile nei minuti precedenti, è stato squarciato da una detonazione secca intorno alle dieci e mezza di sera. Tonino Pireddu, trentottenne operaio di Orani, stava rincasando dopo una giornata di lavoro e si era attardato qualche istante accanto alla propria autovettura – ne aveva dimenticato qualcosa nell'abitacolo, forse, o forse stava solo terminando una conversazione – quando il colpo lo ha raggiunto alla schiena. La compagna, che aveva già varcato la soglia di casa, non ha visto nulla, non ha avuto il tempo di gridare o di percepire un pericolo imminente: ha sentito lo sparo e, voltandosi, si è trovata davanti la scena di cui chiunque, in un piccolo centro della Barbagia, teme la possibilità. Per Tonino Pireddu non c’è stato scampo; i sanitari del 118, giunti sul posto dopo la chiamata disperata, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso -2-5-9.
Sul luogo del delitto, nella parte alta del corso che attraversa il paese, i carabinieri del comando provinciale di Nuoro hanno lavorato per ore sotto la luce artificiale dei fari, cercando di ricostruire la dinamica di un agguato che appare studiato nei minimi dettagli. L’assassino, secondo una prima ricostruzione, avrebbe atteso il momento in cui la vittima fosse rimasta isolata, colpendola con un fucile – l’ipotesi degli investigatori, confermata dalle prime rilevazioni balistiche – per poi darsi alla fuga approfittando del buio e della conformazione dei vicoli del centro storico -2-4. Nella notte tra mercoledì e giovedì le strade erano in gran parte deserte, anche a causa delle chiusure al traffico disposte per allestire le manifestazioni del Carnevale, un elemento che potrebbe aver favorito il killer nella pianificazione dell’agguato e nella successiva fuga senza lasciare tracce -2.
Indagini a tutto campo e l’ipotesi di un collegamento con il passato
Con le prime luci dell’alba, la squadra investigativa è tornata sul posto per un nuovo sopralluogo, questa volta alla luce del giorno, nella speranza di individuare elementi sfuggiti ai rilievi notturni -1-4. Il procuratore Riccardo Belfiori ha disposto l’autopsia sul di Tonino Pireddu, affidata al medico legale Roberto Demontis: un passaggio tecnico fondamentale per stabilire con precisione la traiettoria del proiettile, la distanza dalla quale è partito il colpo e ogni altro dettaglio che possa aiutare a stringere il cerchio attorno all’omicida -1-4. Gli inquirenti, in queste ore, stanno setacciando i filmati degli impianti di videosorveglianza privati e pubblici presenti lungo corso Italia e nelle vie limitrofe, nella speranza che una telecamera abbia immortalato il volto del fuggitivo o la direzione presa per dileguarsi; particolare attenzione viene riservata alle telecamere installate presso l’abitazione della vittima, delle quali si sta cercando di verificare l’effettivo funzionamento al momento del delitto -6.
Parallelamente all’analisi delle immagini, i carabinieri stanno scavando nella vita del trentottenne, un operaio impiegato in una ditta di smaltimento rifiuti e molto conosciuto in paese anche per la sua passione per la caccia -2. Un episodio, in particolare, è tornato prepotentemente al centro delle attenzioni: lo scorso dicembre, l’automobile di Pireddu e quella della sua compagna erano state date alle fiamme in un incendio di chiara origine dolosa -1-5-9. Un atto intimidatorio che all’epoca non aveva trovato una spiegazione definitiva e che ora, dopo il sangue versato, rappresenta una pista concreta che gli investigatori stanno seguendo con la massima priorità, cercando di capire se possa esistere un filo rosso che lega quel rogo notturno alla fucilata mortale di mercoledì sera e se, soprattutto, a compiere i due gesti possa essere stata la stessa mano -1-6.
Il dolore di un paese e il rinvio del Carnevale
Orani si è svegliata sotto choc, avvolta in un silenzio irreale che nulla ha a che vedere con l’atmosfera di festa che avrebbe dovuto caratterizzare questi giorni. L’ultimo omicidio, in questo centro della Barbagia, risaliva al 2017: un dato che restituisce la misura dello sgomento che ha colto i residenti, abituati a una convivenza civile lontana dalle logiche della violenza -6. Il sindaco Marco Ziranu, con un post pubblicato sui canali ufficiali del Comune, ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato di tutte le manifestazioni legate al Carnevale, una decisione presa di concerto con la Pro loco, l’associazione della maschera tradizionale Su Bundhu e i gruppi organizzatori dei carri allegorici -1-5-8. “Chi ha osato fare questo gesto – si legge nelle parole del primo cittadino – ha ferito gravemente anche tutta la nostra comunità” -2-5. Un atto di rispetto doveroso verso la memoria di Tonino Pireddu e verso la sua famiglia, mentre gli investigatori proseguono senza sosta il loro lavoro per dare un nome e un volto all’assassino che, nella notte, ha spezzato una vita e sconvolto un’intera comunità.




