Ribaltata in Appello l'assoluzione per violenza sessuale su minorenne, condanna a tre anni
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Redazione Interno
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La Corte d’appello di Ancona ha completamente rovesciato, dopo un’attenta rivalutazione dei fatti e delle prove, il verdetto di primo grado emesso dal Tribunale di Macerata, che nel 2022 aveva assolto un uomo di 31 anni dalle accuse di violenza sessuale e lesioni personali ai danni di una ragazza minorenne. L’imputato, il quale era presente in aula per ascoltare l’esito del giudizio, è stato invece condannato a tre anni di reclusione per il reato di violenza sessuale, sebbene nella forma considerata di minore gravità, una qualificazione giuridica che ha influenzato la misura definitiva della pena. I suoi legali, gli avvocati Mauro Riccioni e Bruno Mandrelli, hanno immediatamente reso noto, di fronte alla nuova sentenza, che presenteranno ricorso presso la Corte di Cassazione, perseguendo così ogni possibile grado di giudizio.
Le motivazioni della sentenza di primo grado
La sentenza di assoluzione che aveva originariamente scatenato un ampio dibattito, e che ora viene annullata, si basava su motivazioni che la Corte d’Appello ha evidentemente ritenuto non più sostenibili. Tra le considerazioni del primo giudice, come riportato dalla stampa, vi era l’affermazione che la giovane, all’epoca dei fatti diciassettenne, “aveva già avuto rapporti”, un elemento che, in sede di primo grado, era stato interpretato in un’ottica poi risultata decisamente non condivisibile in appello. La procura di Macerata, in quella prima fase, aveva richiesto una condanna a quattro anni e un mese di carcere, una richiesta che non era stata accolta dal collegio giudicante.
La requisitoria in appello e la decisione della Corte
Nel corso del nuovo dibattimento, il procuratore generale di Ancona, Cristina Polenzani, aveva sostenuto con forza la necessità di riformare la precedente decisione, chiedendo esplicitamente alla Corte di condannare l’imputato. La sua requisitoria, sebbene avesse proposto una pena di quattro anni e un mese, ha comunque orientato il giudizio verso una condanna, sebbene di entità differente. I giudici d’appello, riuniti in camera di consiglio per oltre novanta minuti, hanno operato una valutazione profondamente diversa degli elementi processuali, giungendo a un verdetto di colpevolezza che riscrive interamente l’esito giudiziario della vicenda.
I prossimi passi processuali
Con la sentenza ormai pronunciata, l’attenzione si sposta ora sugli sviluppi futuri del caso, che vedranno inevitabilmente la difesa impegnata nel ricorso per cassazione. Le motivazioni complete della Corte d’Appello, le quali chiariranno nel dettaglio i fondamenti giuridici e fattuali che hanno portato al ribaltamento del primo verdetto, saranno depositate entro il termine di novanta giorni stabilito dalla legge. Quel che è certo è che il percorso giudiziario non si conclude qui, lasciando aperti ulteriori gradi di verifica sulla correttezza procedurale e sull’interpretazione della norma.




