Eleonora Giorgi, l'ultimo saluto e le parole di chi l'ha amata
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Eleonora Giorgi, attrice iconica del cinema italiano, ha lasciato un vuoto profondo non solo nel mondo dello spettacolo, ma anche nel cuore di chi l’ha conosciuta da vicino. La sua scomparsa, avvenuta lo scorso lunedì mattina nella clinica Paideia di Roma a causa di un tumore al pancreas, ha riunito attorno alla sua figura familiari, amici e colleghi, pronti a ricordarla con affetto e commozione. Tra questi, Rita Rusic, durante la sua apparizione a La vita in diretta, ha condiviso un ricordo toccante, rivelando il legame speciale che Eleonora aveva con Nina, figlia di Clizia Incorvaia, nata dal precedente matrimonio con Francesco Sarcina. «Le ha dato un ruolo importantissimo», ha raccontato Rusic, sottolineando come Giorgi avesse affidato a Nina il compito di preservare la sua memoria agli occhi del piccolo Gabriele, figlio di Clizia e troppo giovane per ricordarla. «Le ha detto: "Gabriele non si ricorderà di me perché è piccolo, quindi tu che sei più grande le devi parlare della nonna e non fargliela dimenticare"».
Un rapporto, quello con Nina, che si intrecciava con quello altrettanto profondo con i suoi figli, Andrea Rizzoli e Paolo Ciavarro, presenti al suo fianco negli ultimi istanti di vita. «Sapevamo che sarebbe successo, eravamo coscienti di come sarebbe finito il viaggio», ha raccontato Andrea, il primogenito, ricordando gli ultimi momenti della madre. «È andata via tranquilla alle 9.15 del mattino di lunedì. Massimo Ciavarro era con lei e ci ha chiamato: io e mio fratello Paolo siamo corsi all’ospedale, lei ci ha aspettato e si è addormentata tenendo me in una mano e lui nell’altra». Un’immagine che restituisce tutta l’intensità di un legame familiare che ha superato anche le difficoltà della malattia.
Eleonora, consapevole del suo destino, aveva già organizzato nei dettagli il suo ultimo saluto. I funerali, celebrati oggi pomeriggio nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma, sono stati un tributo alla sua vita e alla sua passione per la musica. Ad aprire la cerimonia, officiata dal vescovo Antonio Staglianò, è stato il brano Wish You Were Here dei Pink Floyd, mentre a chiuderla è toccato a A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum. Scelte non casuali, ma frutto di una decisione presa da Eleonora stessa, che aveva voluto così lasciare un’impronta personale anche nel suo commiato.
Tra i ricordi più intimi, quelli di Andrea De Carlo, scrittore e ultimo amore di Giorgi, con cui ha condiviso oltre dieci anni della sua vita, dal 1996 al 2007. De Carlo, che l’ha immortalata nel romanzo Di noi tre, ha raccontato come il titolo stesso del libro fosse stato suggerito da Eleonora, ispirandosi a uno scritto di Cesare Pavese. «Misia Mistrani, il personaggio del romanzo, non è letteralmente Eleonora», ha spiegato lo scrittore, «ma molti suoi elementi nascono dai racconti di vita di Eleonora, dalle sue osservazioni, da quando era la ragazza bella, attraente, coraggiosa che si presta a fare l’attrice di un film amatoriale a quando diventa la moglie borghese di un uomo all’apparenza solidissimo e rassicurante, mantenendo una costante irrequietezza e l’attitudine a scandagliare il mondo e le persone».




