Eleonora Giorgi, l'ultimo saluto tra musica e commozione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
I funerali di Eleonora Giorgi, celebrati oggi, mercoledì 5 marzo, nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo a Roma, hanno riunito una folla numerosa, desiderosa di rendere omaggio all’attrice scomparsa lo scorso lunedì dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas. La Giorgi, che non aveva mai nascosto la gravità delle sue condizioni, aveva lasciato precise indicazioni per la cerimonia, rispettate alla lettera dalla famiglia.
Alle 16, il feretro è entrato in chiesa sulle note di Wish You Were Here dei Pink Floyd, brano scelto dalla stessa Eleonora, mentre un applauso spontaneo ha accolto il suo arrivo. La scelta musicale, lontana dai tradizionali canti liturgici, ha sottolineato il legame dell’attrice con il mondo dell’arte e della cultura, di cui è stata protagonista per decenni. La cerimonia, officiata da monsignor Antonio Staglianò, vescovo emerito di Noto e rettore della basilica di Santa Maria in Montesanto, insieme a Don Fabrizio Gatta, ha visto la partecipazione di amici, colleghi e familiari, tra cui i figli di Carlo Verdone, Cristian De Sica e Massimo Ghini, che hanno voluto abbracciare simbolicamente la memoria di una donna che ha segnato la storia del cinema italiano.
La Chiesa degli Artisti, gremita di persone, ha rappresentato un luogo simbolico per l’ultimo saluto a una figura che ha fatto dell’arte la sua vita. Fuori, in piazza del Popolo, molti hanno seguito la cerimonia in silenzio, mentre alcuni hanno condiviso ricordi e aneddoti sulla Giorgi, ricordandone non solo il talento ma anche la forza e la determinazione con cui ha affrontato la malattia.
Eleonora Giorgi, che nei suoi ultimi mesi aveva affrontato la malattia con grande dignità, aveva chiesto una cerimonia semplice ma significativa, lontana dagli eccessi e vicina alla sua essenza. La scelta di Wish You Were Here, brano iconico dei Pink Floyd, ha aggiunto un tocco personale e commovente, trasformando il funerale in un momento di profonda connessione tra l’artista e chi l’ha amata.
La bara, avvolta in un manto di fiori, è stata accompagnata da un silenzio rispettoso, interrotto solo dalle note della canzone e dai singhiozzi di chi, tra il pubblico, non riusciva a trattenere l’emozione. La Giorgi, che ha lasciato un vuoto nel mondo del cinema e del teatro, è stata ricordata non solo come un’icona dello spettacolo, ma anche come una donna capace di affrontare la vita con coraggio e autenticità.




