Affitti, nuova stangata sui canoni: Bologna e Torino trascinano il rialzo mentre Milano resiste

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La corsa dei canoni di locazione, in Italia, non accenna a rallentare. Anzi, ad aprile 2026 il mercato registra l’ennesimo scatto in avanti, con un incremento dell’1,4% rispetto a marzo, un dato che – di per sé già significativo – assume contorni ancora più marcati se si osservano gli intervalli temporali più ampi: su base trimestrale, la crescita tocca infatti il 4,4%, mentre su base annua si attesta al 3%. È quanto emerge dall’ultimo report del portale Idealista, i cui numeri disegnano una geografia degli affitti sempre più penalizzante per gli inquilini, specialmente in alcuni dei principali capoluoghi.

Il record nazionale e il primato di Milano, ferma ma imbattuta

Il valore medio nazionale ha raggiunto una soglia mai toccata prima dall’inizio delle rilevazioni dell’Ufficio Studi: 15 euro al metro quadro. Un metro, quel quadrato, che pesa sempre di più sui bilanci familiari, senza che si intravedano flessioni significative nell’immediato. Milano – lo si può definire ormai un classico senza tema di smentita – resta la regina indiscussa dei rincari, con un canone che si attesta a 23,3 euro al metro quadro. Pur rimanendo stabile sul breve periodo, il capoluogo lombardo non cede il passo, mantenendo un distacco abissale rispetto alle altre città. L’attenzione, tuttavia, va spostata altrove: a muovere la classifica generale sono altre due piazze, storicamente vivaci ma mai così spinte verso l’alto.

Torino e Bologna ai massimi storici, una dinamica che sorprende

Tra le 40 città monitorate, dove i prezzi continuano a salire senza soluzione di continuità, spiccano su tutte le performance di Torino e Bologna. Nel capoluogo piemontese, l’incremento mensile è stato del 2,2%, una progressione che ha portato il prezzo al metro quadro a 12,8 euro: per Torino si tratta del massimo storico mai registrato. Bologna, dal canto suo, non è da meno: qui la crescita su base mensile è stata dell’1,3%, con un canone che tocca quota 17,3 euro al metro quadro. Due città, due modelli economici differenti, accomunate però da una pressione abitativa crescente, alimentata – tra gli altri fattori – dalla vivacità del mercato del lavoro universitario e terziario.

La Toscana tra le regioni più care, oltre 1.300 euro per settanta metri quadri

Se si allarga lo sguardo dalla dimensione cittadina a quella regionale, emerge un altro dato che conferma la tendenza: la Toscana si posiziona tra le aree geografiche più costose d’Italia per chi cerca una casa in affitto. L’analisi dell’Ufficio Studi di Idealista, in questo senso, fotografa una situazione in cui i canoni superano nettamente la media nazionale, con punte che – prendendo a riferimento una metratura standard di settanta metri quadri – superano ampiamente la soglia dei 1.300 euro mensili. Un esborso, questo, che colloca la regione ai vertici della graduatoria nazionale della carenza abitativa, appena dietro ai consueti poli di attrazione del Nord-Ovest.

Non resta, per chiunque si accinga a stipulare un contratto di locazione in queste settimane, che prendere atto di una fase di mercato ormai strutturalmente orientata al rialzo. I numeri di aprile, con la loro progressione mensile del 1,4% e il nuovo record assoluto di 15 euro al metro quadro, costituiscono l’ennesimo tassello di un mosaico che non mostra variazioni di rotta.

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