Le banche trascinano la Borsa di Milano, ma i nodi tecnici arrivano ora
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
È stato il comparto finanziario, in una settimana altrimenti segnata dagli umori globali, a imprimere la spinta decisiva al listino italiano. Il Ftse Mib, complice il rimbalzo dei titoli bancari, ha infatti compiuto una rapida risalita agganciando il livello dei 44.000 punti, un movimento che ha contribuito a migliorare, almeno nel breve termine, il quadro tecnico generale della Piazza. Il percorso, tuttavia, non si annuncia privo di intoppi: diversi ostacoli, del resto, si frappongono a un’ulteriore e sostenuta progressione, a cominciare dalla soglia di 44.150 punti per arrivare, superata un’area critica tra 44.350 e 44.400, fino alla resistenza più significativa collocata tra 44.750 e 44.800 punti.
Il vento fresco dalla Fed
A dare ossigeno al mercato, in queste sedute, è stato soprattutto il respiro più accomodante della Federal Reserve. Il terzo taglio consecutivo dei tassi d’interesse da parte della banca centrale americana, che li ha condotti ai livelli più bassi degli ultimi tre anni, è stato accolto con favore dagli investitori, i quali hanno potuto apprezzare l’assenza di un linguaggio eccessivamente restrittivo da parte del governatore Powell. La prospettiva, peraltro, di un’ulteriore riduzione del costo del denaro prevista per il 2026 ha finito per alimentare gli acquisti, proiettando nel contempo l’attenzione sui dati macroeconomici della settimana entrante.
Una chiusura settimanale sul filo del rialzo
Nell’ultima seduta della settimana, le principali piazze europee hanno mantenuto un andamento positivo, ereditando lo slancio dai mercati americani. Milano, in particolare, ha registrato un incremento dello 0,7%, una performance nella quale si è distinta Lottomatica. Il trend rialzista, seppur in forma più contenuta, è proseguito anche nel corso della giornata, con il Ftse Mib che ha mantenuto un guadagno dello 0,4% trainato da St. L’ottimismo, d’altronde, è apparso suffragato dal bilancio settimanale complessivo, destinato a chiudersi in terreno positivo per gran parte degli indici del Vecchio Continente. Non sono mancate, è vero, alcune note di cautela riaccese dai conti trimestrali di Oracle, i quali hanno riportato in primo piano i timori legati all’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, ma il sentiment generale è rimasto sostenuto.
Il quadro delle materie prime e il focus futuro
Mentre l’euro-dollaro e i listini di Francoforte, Londra e Parigi si muovevano in territorio positivo, a catturare l’attenzione sono stati anche altri asset. L’argento, ad esempio, ha toccato un nuovo record storico raggiungendo i 64,5 dollari l’oncia, trainando con sé anche il prezzo dell’oro e quello di Bitcoin. Il fulcro degli investitori, comunque, continua a rimanere saldamente ancorato alle politiche delle banche centrali. L’appuntamento della Banca Centrale Europea della prossima settimana, nonostante la prevista conferma dei tassi e le nuove previsioni economiche, è considerato di minor impatto sul mercato e, in particolare, sul cambio euro-dollaro, il cui destino sembra scritto altrove.




