George Simion ottiene il via libera parziale per le presidenziali in Romania

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   George Simion, leader dell’ultradestra romena e figura chiave del partito nazionalista Aur (Alleanza per l'Unione dei Romeni), ha ottenuto un parziale via libera dalla Corte Costituzionale della Romania per candidarsi alle prossime elezioni presidenziali. La decisione, annunciata dallo stesso Simion attraverso un post su X, rappresenta un passo significativo per il politico, che attende però il responso definitivo, previsto per martedì. «Secondo la prima decisione della Corte, sono stato ammesso a candidarmi», ha scritto Simion, aggiungendo che «se la Romania vuole dirsi democratica, devono permettermelo».

Simion, nato nel 1986, ha un passato da irredentista: nel 2011 fondò un’associazione che promuoveva l’annessione della Moldavia alla Romania, un tema che ancora oggi alimenta il suo profilo nazionalista. La sua ascesa politica si inserisce in un contesto turbolento per l’estrema destra romena, che ha visto l’esclusione dalla corsa elettorale di altre figure di spicco, come il filorusso Calin Georgescu, vincitore delle elezioni di novembre ma poi estromesso, e l’europarlamentare no-vax Diana Sosoaca.

Il partito Aur, di cui Simion è leader, si colloca tra le formazioni euroscettiche e nazionaliste, affiliato a livello europeo ai Conservatori. La sua retorica, spesso critica verso l’Unione Europea e orientata a temi come la sovranità nazionale e la difesa dei confini, ha trovato terreno fertile in un Paese che, nonostante l’adesione alla NATO e all’UE, mantiene un rapporto ambivalente con Mosca. «Ingerenze russe? Da dimostrare», ha dichiarato Simion, pur ammettendo che «Mosca ci spaventa» e che «serve più NATO».

La decisione della Corte Costituzionale arriva in un momento delicato per la politica romena, divisa tra spinte progressiste e istanze conservatrici. L’esclusione di Georgescu e Sosoaca dalle elezioni aveva già acceso il dibattito sulla legittimità democratica di tali scelte, alimentando le critiche di chi vede in queste manovre un tentativo di marginalizzare le voci più radicali. Simion, con il suo messaggio populista, punta a capitalizzare questo malcontento, presentandosi come l’unica alternativa credibile per chi si sente escluso dal sistema.

Intanto, i sondaggi di Termometro Politico rivelano che la maggioranza degli italiani si dichiara favorevole all’introduzione del reato di femminicidio, un tema che continua a dividere l’opinione pubblica e la politica. Sul fronte estero, invece, emerge una certa contrarietà all’esclusione di Georgescu dalla corsa elettorale in Romania, segno di un interesse trasversale per le vicende politiche del Paese balcanico.

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