Attacco russo in Ucraina, due morti e case distrutte nel Dnipropetrovsk

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Due persone sono morte a Novooleksandrivka, nella regione ucraina di Dnipropetrovsk, in seguito a un attacco russo che ha provocato anche ingenti danni alle abitazioni. Le autorità locali hanno riferito che quasi 50 case sono state danneggiate, mentre una è stata completamente distrutta. Il raid si inserisce in una nuova fase di attacchi russi che sta interessando anche infrastrutture energetiche e obiettivi collegati alla logistica e alle forniture di carburante. Nelle stesse ore, infatti, altri attacchi con droni hanno provocato un incendio in un deposito di petrolio nella regione di Khmelnytskyi, mentre nella capitale sono state segnalate interruzioni dell'elettricità.

Il fronte energetico torna sotto pressione

Le conseguenze dei raid non riguardano soltanto gli edifici colpiti direttamente. A Kiev sono state disposte interruzioni di corrente di emergenza dopo nuovi attacchi contro infrastrutture energetiche considerate critiche, con alcune zone della capitale rimaste senza elettricità. La situazione riguarda una rete già sottoposta a pressione dagli attacchi russi e rende particolarmente delicato il funzionamento dei servizi essenziali. Il tema dell'energia è diventato anche uno dei principali punti di contrasto tra Kiev, Mosca e Washington, dopo l'annuncio di una tregua energetica promosso dal presidente statunitense Donald Trump. Secondo le informazioni riportate, lo stop agli attacchi alle infrastrutture energetiche sarebbe stato rispettato dall'Ucraina soltanto per pochi giorni, mentre nuovi raid russi hanno nuovamente colpito il settore.

Il deposito di petrolio colpito dai droni

Nella regione di Khmelnytskyi, nell'Ucraina occidentale, un attacco ripetuto con droni ha provocato un incendio nell'area di un deposito di petrolio nel distretto di Sepetivka. Le forze di difesa aerea sono entrate in azione e alcuni velivoli senza pilota sono stati abbattuti, secondo quanto comunicato dal capo dell'amministrazione militare regionale Serhii Tyurin. I servizi di emergenza sono stati mobilitati per affrontare le conseguenze dell'incendio e mettere in sicurezza l'area interessata. L'episodio assume un rilievo particolare perché arriva mentre il settore energetico ucraino è nuovamente esposto a una serie di attacchi e mentre il confronto politico tra Kiev e Washington si è fatto più difficile proprio sulla strategia da adottare contro le infrastrutture energetiche russe.

La difesa aerea ucraina senza missili Patriot

Un ulteriore elemento di vulnerabilità riguarda la disponibilità dei missili intercettori per i sistemi Patriot di produzione statunitense. Una fonte a conoscenza della situazione ha riferito alla CNN che l'Ucraina ha esaurito le proprie scorte, riducendo la capacità di contrastare i missili balistici russi. Per mesi Volodymyr Zelensky aveva segnalato il progressivo esaurimento degli intercettori, considerati tra le poche armi difensive capaci di colpire questo tipo di minaccia. La carenza arriva mentre gli attacchi contro il territorio ucraino continuano a coinvolgere obiettivi diversi, dalle abitazioni alle infrastrutture energetiche. Il problema riguarda anche la disponibilità internazionale degli stessi intercettori, che sono costosi e difficili da reperire in quantità sufficienti.

La questione militare si intreccia intanto con il deterioramento dei rapporti tra Zelensky e Trump. Il presidente americano ha accusato il leader ucraino di contribuire all'aumento dei prezzi dell'energia attraverso gli attacchi alle raffinerie russe, mentre Kiev sostiene che la propria risposta sia legata alla prosecuzione dei raid contro le infrastrutture energetiche ucraine. Nelle dichiarazioni riportate nelle ultime ore, Zelensky ha collegato la disponibilità a interrompere gli attacchi alle strutture energetiche russe alla richiesta che anche Mosca faccia lo stesso. Il confronto coinvolge direttamente anche il sostegno militare statunitense, in un momento nel quale la carenza di intercettori per la difesa aerea aggiunge una nuova pressione sulla capacità dell'Ucraina di proteggere le proprie città.

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