Kallas: dalla Russia più attacchi ibridi, l’Ue aumenta la difesa
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Redazione Esteri
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La Russia sta colpendo l’Europa con una crescente ondata di attacchi ibridi e cinetici con l’obiettivo di spaventare e dissuadere i Paesi europei dal continuare a sostenere l’Ucraina. È l’accusa formulata dall’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, al termine della riunione informale dei ministri della Difesa dell’Ue a Wicklow, in Irlanda. Secondo Kallas, la risposta europea sarà però di segno opposto rispetto a quello ricercato da Mosca: i Paesi dell’Unione intendono aumentare il sostegno a Kiev, rafforzare la propria difesa e proseguire il confronto su un nuovo e più sostanzioso pacchetto di sanzioni.
Kallas sugli attacchi ibridi della Russia e sulla risposta dell’Ue
Nel punto stampa successivo alla riunione informale, Kallas ha sostenuto che la Russia conduce “attacchi ibridi” in Europa per cercare di frenare l’appoggio dei Paesi Ue all’Ucraina. L’Alta rappresentante ha escluso che questa strategia possa ottenere il risultato indicato, affermando che l’Unione intende invece aumentare il proprio sostegno e gli investimenti nella difesa. Il messaggio si inserisce in un quadro che Kallas descrive come caratterizzato da una pressione crescente non soltanto sul territorio ucraino, ma anche nei confronti dell’Europa, mentre gli Stati europei sono chiamati a colmare lacune che, secondo la rappresentante Ue, non sono state affrontate con sufficiente rapidità.
La stessa Kallas ha collegato la situazione alla prosecuzione della guerra della Russia contro l’Ucraina, definita “sempre più spietata e distruttiva”. La prospettiva delineata al termine dell’incontro di Wicklow non indica una conclusione imminente del conflitto: secondo l’Alta rappresentante, infatti, “purtroppo non è vicina alla fine”. Parallelamente cresce anche la minaccia rivolta all’Europa, mentre i Paesi dell’Unione europea e della NATO, nelle parole di Kallas, non sono stati abbastanza rapidi nel colmare le carenze già individuate. Proprio per affrontare questi problemi è prevista per la settimana successiva la nascita di un nuovo Gruppo di alto livello sulla difesa.
Difesa aerea ucraina, la richiesta sugli intercettori in scadenza
Tra le questioni considerate più urgenti emerge quella della difesa aerea dell’Ucraina. Kallas ha indicato nella mancanza di intercettori uno dei problemi principali e ha richiamato l’attenzione sui Paesi che dispongono di sistemi prossimi alla scadenza. L’Alta rappresentante ha affermato che sarebbe opportuno trasferire questi intercettori a Kiev, così da consentirne l’impiego per la protezione della popolazione ucraina. La richiesta riguarda quindi mezzi già disponibili presso alcuni Stati e che, secondo quanto spiegato da Kallas, potrebbero essere utilizzati dall’Ucraina prima della loro scadenza per rafforzare la capacità di difesa contro gli attacchi.
Parallelamente, l’Unione europea sta portando avanti un’attività di sensibilizzazione anche nei confronti di Paesi esterni all’Ue con l’obiettivo di ottenere ulteriori intercettori destinati alla protezione dei civili. Kallas ha però riconosciuto che questa operazione è “molto difficile”, sottolineando così la complessità della ricerca di nuove disponibilità. La carenza di sistemi per la difesa aerea si affianca quindi alla decisione politica di aumentare il sostegno all’Ucraina, agli investimenti nella difesa europea e alla discussione su nuove sanzioni, mentre a Bruxelles resta centrale il confronto su come rispondere alla pressione esercitata dalla Russia in Ucraina e in Europa.
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