Ferrari a Montmelò, oltre 100 giri per Leclerc ed Hamilton: la power unit marcia senza problemi
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Redazione Sport
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La seconda giornata di collaudi, rigorosamente a porte chiuse sul circuito di Montmelò, ha sancito l'atteso esordio della Ferrari, la cui vettura – nata, come per tutti i team, da un foglio bianco regolamentare – ha potuto iniziare il lungo processo di rodaggio e messa a punto. I tempi cronometrici, privi in questa fase di qualsiasi significato agonistico, passano infatti in secondo piano rispetto all'obiettivo principale, che è quello di "verificare e sgrossare" un bolide radicalmente diverso, per telaio e aerodinamica, rispetto alla passata stagione. Una delle attenzioni maggiori, com'è ovvio, è riservata alla nuova power unit, la cui parte elettrica viene descritta come esuberante mentre il motore termico – alimentato ormai da un carburante totalmente sostenibile – ha completato la sua prima lunga tornata di lavoro senza intoppi, permettendo a Charles Leclerc e Lewis Hamilton di accumulare insieme oltre un centinaio di giri.
Le vetture iniziano a mostrare il loro potenziale
Con l'archiviazione anche della terza giornata dei test, tenutisi in condizioni di massima riservatezza a Barcellona, le vetture iniziano lentamente a mostrare i primi, seppur preliminari, spunti delle loro potenzialità. Se il secondo giorno era stato caratterizzato dalla presenza in pista di poche scuderie, tra cui spiccavano Ferrari e Red Bull, e da condizioni meteorologiche avverse, il quadro successivo ha visto un impegno più diffuso tra i team. I riflettori, in questa fase, sono deliberatamente distolti dalla classifica dei tempi, sebbene alcuni segnali, inevitabilmente, comincino a essere oggetto di attenta analisi da parte degli addetti ai lavori.
Un incidente interrompe il programma della Red Bull
Il programma di una scuderia, tuttavia, può subire battute d'arresto improvvise, come dimostra l'incidente occorso al giovane pilota Isack Hadjar al volante della Red Bull. L'episodio, avvenuto verso il termine della sessione pomeridiana di martedì in condizioni di asfalto bagnato particolarmente insidiose, ha visto il pilota perdere il controllo della vettura in una delle curve più veloci del tracciato, con un impatto contro le barriere che ha posto fine alla sua uscita. L'accaduto, gestito con la consueta riservatezza, ha costretto la scuderia di Milton Keynes a un fermo tecnico: la giornata di mercoledì è stata saltata per consentire una valutazione approfondita dei danni e per avviare le necessarie riparazioni, introducendo così un elemento di incertezza nei piani di test originari.
Le prime sensazioni dopo la pioggia catalana
Per Charles Leclerc, comunque, la prima uscita ufficiale con la nuova SF-26 è stata un'opportunità concreta, seppur in condizioni lontane dall'ideale, per prendere confidenza con la monoposto dopo il brevissimo assaggio effettuato in precedenza. La giornata di martedì, caratterizzata dalla pioggia che aveva limitato le presenze in pista alla sola Ferrari e alla Red Bull, è servita principalmente a "togliersi di dosso un po' di ruggine", come ha sottolineato lo stesso pilota monegasco. L'approccio in questa fase, del resto, non è orientato alla ricerca della prestazione pura ma alla verifica del corretto funzionamento di tutti i sistemi, un passaggio fondamentale prima di poter incrementare l'intensità del lavoro.




