L'evoluzione della guerra commerciale: Biden impone nuovi dazi sull'economia cinese
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Redazione Economia
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Nel panorama economico globale, la decisione di Washington di imporre nuovi dazi su alcuni prodotti manifatturieri cinesi segna un'ulteriore evoluzione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Questa mossa, annunciata dal presidente Joe Biden, è stata accolta con filosofia, nonostante imponga tariffe significativamente più alte.
Il ritorno del protezionismo
Sei anni fa, l'annuncio di Donald Trump dei dazi sui beni cinesi aveva scosso i mercati azionari americani, causando un crollo nella prospettiva di una guerra commerciale. Le aziende americane persero competitività e i forti rincari causarono un balzo dell'inflazione per i consumatori finali. Ora, con l'annuncio di Biden, Washington ha compiuto un nuovo passo avanti sulla strada del protezionismo.
Le nuove misure e le reazioni
Le nuove misure riguardano vari settori, dalle auto elettriche ai semiconduttori. Elly Schlein, intervenendo al Festival dell'Economia di Trento, ha dichiarato di non essere aprioristicamente contraria ai dazi sulle auto elettriche cinesi. Secondo Schlein, non si può immaginare una competizione sfrenata con prodotti che provengono da paesi che non rispettano gli standard minimi di sostenibilità ambientale e sociale.
Un mondo in cambiamento
Il mondo sta cambiando velocemente. Dall'invasione russa dell'Ucraina, la frattura tra Est e Ovest, che si credeva sanata con la fine della guerra fredda, si è approfondita ulteriormente. Lungo quella faglia, che non separa più i due blocchi storici, se ne stanno formando altri di tipo economico. La decisione degli Stati Uniti di alzare i dazi su alcuni prodotti manifatturieri cinesi è il segnale che qualcosa si sta rompendo nella divisione internazionale del lavoro che ha caratterizzato il processo di globalizzazione nell'ultimo ventennio.




