Il bombardiere B-1 Lancer nel Regno Unito, la portaerei Prince of Wales in allerta e la frattura tra Londra e Washington
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Redazione Esteri
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Venerdì scorso un esemplare del bombardiere strategico B-1 Lancer, uno dei pilastri dell'aviazione militare statunitense, è atterrato alla RAF Fairford, base della Royal Air Force situata nel Gloucestershire, nel sud-ovest dell'Inghilterra. L'arrivo del velivolo, che per la sua pronuncia inglese "B-One" viene familiarmente chiamato "Bone" dai suoi equipaggi, non rappresenta un episodio isolato ma si inserisce in una complessa e accelerata dinamica di rafforzamento della presenza militare occidentale nel quadro delle crescenti tensioni con l'Iran. Fonti specializzate nel settore della difesa hanno infatti confermato che nelle ore successive altri tre bombardieri dello stesso modello hanno raggiunto la struttura britannica, dopo aver completato missioni operative nello spazio aereo mediorientale.
Una concessione difensiva che riaccende antiche ferite
La mossa di Washington, costretta a rivedere i propri piani logistici dopo il netto rifiuto opposto dalla Spagna di Pedro Sánchez, che ha negato l'utilizzo delle basi di Rota e Morón, è stata possibile grazie all'autorizzazione concessa dal primo ministro britannico Keir Starmer. Già dal 1° marzo, Londra aveva dato il via libera all'uso delle proprie installazioni militari – Fairford e la remota isola di Diego Garcia nell'Oceano Indiano – per quella che Downing Street tiene a definire come un'operazione a carattere esclusivamente difensivo, volta a neutralizzare alla fonte i missili iraniani che potrebbero minacciare cittadini o interessi britannici. Starmer, memore del catastrofico retaggio della co-invasione anglo-americana dell'Iraq del 2003, un errore che il Partito Laburista di Tony Blair pagò caramente sull'onda di proteste epocali, ha cercato di tracciare un confine netto: Londra non parteciperà ad azioni offensive, né tantomeno sostiene una strategia di cambio di regime imposto dall'alto, come il premier ha tenuto a ribadire in Parlamento. Tuttavia, questa linea di condotta, così cauta e legalista, appare sempre più fragile e sottoposta a tensioni crescenti, non solo dall'esterno ma anche all'interno del suo stesso esecutivo.
La macchina da guerra e le sue capacità
Il B-1B Lancer, che con i suoi caratteristici ali a geometria variabile può superare la velocità del suono attestandosi su 1.448 chilometri orari, è un autentico colosso dei cieli: lungo 44,5 metri e con un peso a vuoto di 86 tonnellate, la sua capacità offensiva risiede principalmente nell'enorme carico bellico che è in grado di trasportare. I suoi tre vani interni possono ospitare fino a 34 mila chilogrammi di munizionamento, inclusi 24 missili da crociera AGM-158 JASSM, armi di precisione con una gittata superiore ai 900 chilometri che consentono di colpire obiettivi senza mai entrare nello spazio aereo nemico. Questa caratteristica, unita a un'autonomia di volo di oltre 9.400 chilometri senza rifornimento, rende la base di Fairford un punto di lancio ideale: rispetto ai voli intercontinentali direttamente dal suolo statunitense, missioni che potevano protrarsi per 37 ore, la posizione britannica taglia i tempi di percorrenza più che a metà, permettendo un'intensità operativa molto maggiore.
Uno scontro politico tra Londra e Washington
Mentre il Pentagono, per bocca del segretario alla Difesa Pete Hegseth, annunciava una drammatica intensificazione degli attacchi, la frattura politica tra il Regno Unito e l'amministrazione Trump è apparsa in tutta la sua evidenza. Il presidente degli Stati Uniti non ha nascosto la sua profonda delusione per l'atteggiamento di Starmer, arrivando a dichiarare pubblicamente che i piloti americani sono stati costretti a turni di lavoro estenuanti a causa delle esitazioni iniziali di Londra. In un'intervista rilasciata al New York Post e ripresa dalla stampa internazionale, Trump ha paragonato l'attuale inquilino di Downing Street a Winston Churchill, per sottolinearne la mancanza di statura, accusandolo di non aver concesso le basi "senza dubbi o esitazioni" di fronte a quella che la Casa Bianca considera una minaccia esistenziale. A complicare ulteriormente il quadro, il vicepremier e ministro della Giustizia David Lammy ha rilasciato dichiarazioni che hanno gettato benzina sul fuoco, mettendo in discussione la già precaria tenuta dell'approccio governativo.
La macchina militare britannica si prepara
Parallelamente allo schieramento americano, il Ministero della Difesa britannico ha innalzato il livello di prontezza operativa della HMS Prince of Wales, una delle due portaerei ammiraglie della Royal Navy. L'unità, un imponente vascello da 65 mila tonnellate di dislocamento e 280 metri di lunghezza, è stata posta in uno stato di allerta avanzato che riduce drasticamente i tempi di attivazione necessari per un eventuale impiego nello scacchiere del Golfo. Sebbene non sia stato emesso alcun ordine di partenza, la riduzione del preavviso da dieci a cinque giorni indica chiaramente che Londra si sta preparando a ogni evenienza. La Prince of Wales, che può imbarcare fino a 36 caccia stealth F-35B, fungerebbe da base aerea mobile e centro di comando strategico, una piattaforma in grado di proiettare potenza e garantire la sicurezza delle rotte commerciali in un'area dove le tensioni hanno già causato la cancellazione di migliaia di voli civili e l'evacuazione di cittadini britannici.
Keywords: B-1 Lancer, RAF Fairford, Keir Starmer, Iran, bombardieri USA
Description: Quattro bombardieri strategici B-1 Lancer dell'aeronautica USA sono atterrati nel Regno Unito. Londra aumenta l'allerta della portaerei Prince of Wales mentre cresce lo scontro politico con Trump sull'uso delle basi contro l'Iran.
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