Tarantini, dalle cene con le escort da Berlusconi alla condanna per droga: si chiude una vicenda giudiziaria
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Redazione Interno
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Oltre sedici anni dopo lo scoppio del caso che lo travolse, l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, detto Gianpi, ha terminato di scontare l'ultima delle condanne che si sono susseguite in undici distinti processi. L'uomo, che domenica ha concluso il periodo di servizi sociali, si trova dunque al termine di un iter penale iniziato quando, tra il 2008 e il 2009, la sua figura emerse nelle cronache nazionali per il ruolo di organizzatore di cene, nelle residenze private di Silvio Berlusconi, alle quali partecipavano anche giovani donne, molte delle quali poi identificate come escort. Quel circuito mondano, che ruotava attorno a palazzo Grazioli, villa Certosa e la villa di Arcore, gli aveva garantito per un tempo non breve un'importanza sociale considerevole, contatti diretti con l'allora presidente del Consiglio e quella che i magistrati avrebbero poi definito una "frenetica ascesa sociale", simboleggiata da uno stile di vita lussuoso tra Cortina d'Ampezzo e la Costa Smeralda.
Il computo della pena e gli sviluppi processuali
La vicenda giudiziaria di Tarantini, oggi cinquantenne, non si è però limitata ai fatti legati alle serate galanti, estendendosi successivamente anche a un capitolo del tutto differente, quello della detenzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti. È proprio per quest'ultimo capo d'imputazione che l'imprenditore ha scontato l'ultimo tratto della sua pena. Nel complesso, come risulta dai calcoli ufficiali, il periodo trascorso dietro le sbarre ammonta a ventinove giorni, a cui si devono aggiungere undici mesi di arresti domiciliari e poco più di cinque anni di affidamento in prova ai servizi sociali, un percorso che ha sostanzialmente caratterizzato l'ultimo quinquennio della sua vita.
La parabola personale e il contesto delle inchieste
La lunga trafitta processuale, che ha visto alternarsi assoluzioni e condanne per reati di diversa natura, ha progressivamente disegnato una parabola diametralmente opposta a quella dell'ascesa iniziale. Se da un lato, infatti, le indagini sulle cene avevano portato alla luce dinamiche di un certo rilievo nel panorama giudiziario e politico dell'epoca, contribuendo a un dibattito pubblico molto acceso, dall'altro i successivi procedimenti per droga hanno avuto un'impronta più personale, segnando una netta discontinuità con il periodo dello sfarzo e delle frequentazioni altolocate. L'uomo, del resto, in alcune dichiarazioni rese nel corso degli anni ha fatto riferimento a un cambiamento interiore, affermando di aver compreso, attraverso gli errori commessi, il valore di aspetti della vita prima trascurati.
La chiusura definitiva del caso
Con l'ultimo giorno di servizi sociali effettuato, si pone dunque un punto fermo su una delle storie giudiziarie più longeve e mediaticamente rilevanti degli ultimi due decenni. Una vicenda che, partita dagli scandali legati al sesso e al potere, ha trovato il suo epilogo in un tribunale per un reato di tipo completamente diverso, senza che questo abbia cancellato, negli archivi della cronaca, il motivo per cui il nome di Tarantini divenne noto al grande pubblico. La conclusione della pena, peraltro, arriva in un contesto storico mutato, dove molti dei protagonisti di allora non sono più sulla scena, a cominciare da Silvio Berlusconi, scomparso lo scorso anno.




