Benzina, tornano le accise e i prezzi salgono oltre i 2 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La benzina torna a salire dopo la fine degli sconti sulle accise e in diversi impianti i prezzi si avvicinano o superano i 2 euro al litro, nonostante il calo delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali. Negli ultimi giorni benzina e gasolio hanno registrato nuovi aumenti proprio dopo la scadenza del taglio temporaneo delle accise introdotto dal Governo durante la crisi legata allo Stretto di Hormuz. Il ribasso del costo del greggio non si è quindi tradotto in una riduzione significativa dei prezzi alla pompa, creando sorpresa tra molti automobilisti che si aspettavano un effetto diverso.

Fine dello sconto sulle accise e nuovi rincari per i carburanti

La fine degli sconti sulle accise è arrivata sabato scorso e ha riportato verso l’alto i listini di benzina e gasolio. La misura temporanea era stata introdotta nei mesi di maggiore pressione sui prezzi energetici, ma il Governo ha deciso di non prorogarla dopo il cambiamento del quadro internazionale e la maggiore stabilità registrata sul fronte dei carburanti. L’annuncio è arrivato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha collegato la scelta all’andamento dei prezzi considerato in discesa rispetto alla fase più critica.

Con il termine delle agevolazioni, i prezzi alla pompa hanno iniziato a risentire nuovamente del peso delle accise. Gli aggiornamenti dei listini possono avvenire anche due o tre volte al giorno e, secondo quanto riportato, per i carburanti si è verificato un aumento di circa 6 centesimi al litro almeno. In alcuni impianti della provincia di Treviso, i display mostrano valori vicini alla soglia dei 2 euro al litro o già superiori, una cifra che torna a essere un riferimento importante per chi fa rifornimento.

Prezzi della benzina in aumento anche nella Marca trevigiana

Nella Marca trevigiana il ritorno delle accise si è riflesso sui distributori, con diversi impianti che hanno registrato rincari dopo la conclusione dello sconto. La situazione arriva in una fase in cui il mercato internazionale del petrolio aveva invece mostrato segnali di riduzione, soprattutto dopo lo sblocco del passaggio delle petroliere legato alla crisi dello Stretto di Hormuz. Questo contrasto tra andamento del greggio e prezzi finali ha contribuito a generare confusione tra gli automobilisti.

Il costo dei carburanti resta quindi condizionato non soltanto dalle quotazioni petrolifere, ma anche dalle variazioni legate alle misure fiscali applicate alla benzina e al gasolio. In alcuni territori la soglia dei 2 euro al litro è già stata raggiunta, mentre in altri, come riportato per Trento, il livello non sarebbe ancora stato superato almeno considerando il prezzo del self service. Un gestore ha spiegato che, dopo il movimento legato alle accise, si è registrato un leggero calo e che molti automobilisti sembrano ormai rassegnati agli aumenti.

Il Governo conferma la fine della riduzione temporanea

Il Governo ha scelto di interrompere il taglio delle accise su benzina e gasolio senza procedere con una nuova proroga. La decisione arriva dopo il periodo in cui la riduzione era stata utilizzata per contenere la pressione sui prezzi energetici e sostenere gli automobilisti durante una fase caratterizzata da forti tensioni internazionali. La conclusione dello sconto ha riportato il peso completo della componente fiscale nei prezzi dei carburanti.

La nuova situazione mostra quindi un aumento dei prezzi alla pompa legato soprattutto alla fine della misura temporanea, mentre il calo del petrolio non ha prodotto un abbassamento immediato per chi si ferma al distributore. Benzina e gasolio rimangono al centro dell’attenzione degli automobilisti, che negli ultimi giorni hanno visto nuovamente crescere il costo del rifornimento dopo la conclusione degli sconti sulle accise.

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