Milano, dopo gli scontri nasce il Movimento 17 ottobre: «Mobilitazione ogni sabato»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di poche ore dalla due giorni di violenze che ha trasformato il centro di Milano in un teatro di guerriglia urbana, con decine di vetrine infrante e negozi saccheggiati, il capoluogo lombardo prova a tornare alla normalità mentre sui social prende forma una nuova sigla. Si chiama «Movimento 17 ottobre» e annuncia una mobilitazione permanente con appuntamenti ogni sabato alle 15 in otto città italiane, a partire dal 24 ottobre.

La pagina Instagram del gruppo, comparsa nelle ore successive ai disordini, si presenta come espressione di «quelli delle piazze» e respinge le accuse di violenza attribuendo la responsabilità delle tensioni al sistema politico e alle forze dell'ordine.

Le chat private e i manuali per la piazza

Dietro la facciata pubblica del profilo social, il movimento si organizza attraverso un gruppo Telegram privato accessibile solo tramite invito, che secondo le ricostruzioni giornalistiche contava circa 250 iscritti nella mattinata di lunedì.

All'interno della chat circolano materiali che vanno oltre il semplice passaparola: un opuscolo intitolato «Safer in the street», presentato come guida pratica per chi si avvicina a una manifestazione, con suggerimenti su come evitare di essere identificati, come comportarsi in caso di intervento delle forze dell'ordine e quali precauzioni adottare per i controlli nelle stazioni ferroviarie e alle uscite autostradali. Agli iscritti viene inoltre raccomandato l'uso di nomi fittizi e la massima cautela nel condividere fotografie o informazioni personali.

Nelle stesse chat sarebbe comparso anche un vecchio manuale di resistenza urbana risalente al 2004, che descrive diverse forme di azione diretta. La diffusione di questi documenti accompagna la chiamata alla mobilitazione: gli amministratori della pagina Instagram indicano come prossimo appuntamento sabato 24 ottobre in piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna, piazza Castello a Torino e al Circo Massimo a Roma, coinvolgendo anche Firenze, Padova, Bari e Genova.

La presa di distanza di «Italia in Piazza»

A prendere le distanze dalle violenze è Louis, ventunenne studente di Scienze dei Beni Culturali e rappresentante della sezione milanese di «Italia in Piazza», il movimento che aveva promosso il corteo contro il carovita degenerato poi negli scontri.

«Ci dissociamo dalle violenze dei maranza, hanno rovinato il nostro messaggio di lotta pacifico», ha dichiarato il giovane, spiegando che l'idea iniziale era una manifestazione statica in piazza Duomo e che il corteo sarebbe stato deciso per attirare l'attenzione sui temi del carovita, della sanità scadente, degli stipendi bassi e dei prezzi troppo alti per gli alloggi universitari.

Secondo il racconto del rappresentante, intorno alle 15 del sabato sarebbero arrivati gruppi di ragazzi molto giovani che avrebbero iniziato a lanciare petardi, facendo degenerare la situazione. «Posso arrivare a capire che si incendino i cestini dei rifiuti, ma non quello che è successo», ha aggiunto, precisando di essere stato colpito egli stesso da una sedia e di essere statoprotetto da agenti in borghese.

Il movimento milanese, nato intorno al 10-11 ottobre, secondo quanto riferito avrebbe dato preavviso alla Questura e avrebbe concordato l'organizzazione con le forze dell'ordine.

Il bilancio dei disordini e la conta dei danni

Sul fronte dell'ordine pubblico, i dati diffusi dalle fonti di polizia dopo la due giorni di scontri parlano di 32 arresti, 28 denunciati e 14 operatori delle forze dell'ordine rimasti feriti, con 271 persone accompagnate in questura per gli accertamenti. Nel corso dei disordini sono state infrante vetrine e pensiline degli autobus, mentre cassonetti e tavolini dei locali sono stati lanciati in aria; tra gli episodi più gravi, l'assalto e il saccheggio di un supermercato in via Torino.

La conta dei danni materiali resta in corso. Secondo una prima stima di Confcommercio, le devastazioni e i mancati incassi per la chiusura anticipata delle attività avrebbero già superato il milione di euro. Nella giornata di lunedì, in via precauzionale, i negozi di lusso del quadrilatero della moda hanno tenuto le saracinesche abbassate e le vetrine svuotate, mentre turisti e milanesi sono tornati a passeggiare in piazza Duomo e in corso Vittorio Emanuele, in una cornice segnata dall'ingente dispiegamento di forze dell'ordine.

Sul piano istituzionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione sulla sicurezza, mentre il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha incontrato i vertici della Polizia e il questore di Milano. La Procura del capoluogo lombardo ha nel frattempo chiesto la convalida degli arresti e la custodia cautelare in carcere per cinque maggiorenni, di età compresa tra i 18 e i 20 anni, fermati in relazione agli episodi di guerriglia urbana, con contestazioni che riguardano a vario titolo resistenza pluriaggravata e devastazione e saccheggio.

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