Milano in piazza per il Leoncavallo, una mobilitazione che unisce storie diverse

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La docente e attivista Carlotta Cossutta, figura di spicco della Casa delle Donne e di Non Una di Meno, nata e cresciuta a Milano, definisce lo sgombero del Leoncavallo un «duro colpo», ricordando come quel luogo abbia da sempre costituito un punto di riferimento imprescindibile, non solo per il suo personale percorso politico ma anche per quello emotivo. La sua voce si unisce a un coro di protesta che va ben oltre i confini cittadini, trovando eco in realtà come Coalizione Civica per Ferrara, la quale ha annunciato la sua partecipazione alla mobilitazione di sabato 6 settembre. La scelta del movimento ferrarese non è casuale, poiché lega esplicitamente la sorte del Leoncavallo alla chiusura del Centro Sociale La Resistenza nella propria città, operata dalla giunta Fabbri e da loro giudicata «pretestuosa», denunciando parallelamente un’amministrazione che viene accusata di mostrarsi sorda verso chi rivendica spazi per una cultura libera dal profitto.

Il corteo, il cui raduno è stato fissato per le ore 14 a porta Venezia, prevede in realtà un prologo significativo che anticiperà di molto i tempi della manifestazione. I centri sociali milanesi, assieme a numerose delegazioni giunte da tutta Italia, hanno infatti programmato di ritrovarsi a mezzogiorno nello spiazzo antistante la Stazione Centrale, da cui poi muoveranno collettivamente per raggiungere il punto di partenza ufficiale dell’evento. Il corteo, che si snoderà dietro allo striscione con la scritta «Giù le mani dalla città», è destinato a percorrere un itinerario simbolico che tocca porta Romana e piazza Fontana, per concludersi infine in piazza Duomo, a poca distanza da Palazzo Marino

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.