Oltre ventimila in piazza per il Leoncavallo, tensione e solidarietà
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un corteo compatto, che secondo le stime della questura ha superato le ventimila persone, ha attraversato ieri pomeriggio il centro di Milano per protestare contro lo sgombero del centro sociale Leoncavallo, avvenuto lo scorso 21 agosto dopo trentuno anni di occupazione dello stabile di via Watteau. Il messaggio degli antagonisti, chiarito sin dall’inizio della manifestazione con lo striscione «Il Modello Milano ci fa schifo» issato su un camion, è stato un netto rifiuto delle politiche urbanistiche e sociali dell’amministrazione, percepite come sempre più orientate alla speculazione e alla marginalizzazione di certi spazi di aggregazione.
La protesta, che per gli organizzatori ha toccato quota cinquantamila partecipanti, si è snodata da Porta Venezia fino a piazza Duomo senza registrare incidenti di rilievo, se si eccettuano alcuni lanci di uova e petardi, nonché cori di insulti rivolti al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La risposta del governo, per voce del presidente Meloni, è stata immediata e ha espresso «piena solidarietà alle Forze dell’Ordine» e al ministro, ribadendo l’intenzione di «combattere le zone franche» e di «ripristinare la legge dove è violata», in un chiaro riferimento alla lunga storia di occupazione abusiva della struttura.




