Milano, migliaia in piazza per il Leoncavallo: il corteo sfida le prescrizioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una marea umana, che gli organizzatori quantificano in ventimila persone, ha invaso ieri le strade di Milano in un doppio corteo di solidarietà al centro sociale Leoncavallo, sgomberato lo scorso 21 agosto. La manifestazione, nata per contestare la chiusura della storica realtà occupata, si è rapidamente trasformata in un’articolata protesta contro le politiche sulla gestione degli spazi pubblici, il carovita e il diritto alla città, temi che, come un fiume carsico, riemergono periodicamente nel dibattito cittadino.

La testa del corteo, punteggiata da striscioni che recitavano “Leoncavallo il Sogno alternativo” e “Contro i padroni della città, Leoncavallo 50 anni ancora”, aveva come destinazione finale piazza Fontana, secondo le prescrizioni emanate dalla Questura di Milano. Tuttavia, una volta giunti in prossimità di piazza Duomo, i manifestanti – che nel frattempo avevano iniziato a inneggiare cori contro le forze dell’ordine e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – hanno espresso la volontà di proseguire oltre il limite imposto.

Ad attenderli, come prevedibile, uno schieramento di polizia in assetto antisommossa che presidiava l’accesso alla piazza simbolo della città, creando un momento di forte tensione. L’episodio, per quanto contenuto, riporta alla memoria altri momenti di frizione simili, sebbene le dinamiche di ieri si siano per fortuna limitate a uno scontro verbale e a lanci di uova e petardi da parte di alcuni dimostranti, senza gli esiti più gravi che purtroppo a volte caratterizzano certi eventi di piazza.

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