Crans-Montana, Eleonora Palmieri mostra il volto ustionato: «Un centimetro alla volta»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Più di venti giorni dopo la strage di Capodanno nella località sciistica svizzera, una delle sopravvissute italiane, la veterinaria Eleonora Palmieri, ha fatto ritorno in Romagna. Trasferita dall’ospedale Niguarda di Milano alla struttura di Cesena, la donna ha voluto condividere pubblicamente, attraverso un reel su Instagram, le profonde ferite che portano il segno di quella notte. Nel video, che alterna immagini di vita felice a quelle della lunga riabilitazione, si vedono chiaramente le ustioni che hanno colpito il suo volto, le gambe e in modo particolare una mano. «Grazie a chi mi ha tenuto la mano», ha scritto la Palmieri, accompagnando il montaggio con un messaggio di speranza e resilienza, un invito a non smettere mai di «onorare la vita» nonostante il trauma subito.

Il quadro clinico dei feriti e il trasferimento

Il suo rientro in una regione più vicina alla famiglia coincide con un momento in cui, stando alle valutazioni delle autorità sanitarie, il quadro generale dei giovani coinvolti nell’incendio comincia a mostrare timidi ma importanti miglioramenti. L’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, ha infatti fornito un aggiornamento sullo stato dei feriti, sottolineando come l’obiettivo primario rimanga quello di portarli tutti «fuori pericolo». Se da un lato si attende ormai con fiducia la dimissione di alcuni di loro, per altri il cammino resta ancora complesso, come nel caso di un’adolescente, già operata due volte per ustioni estese, che ha tuttavia riconosciuto i genitori, dettaglio clinico di non poco conto.

Le cure continuano, tra Milano e la Svizzera

Le notizie che giungono dal Niguarda, centro di riferimento per le gravi ustioni, sono dunque incoraggianti, pur nella consapevolezza che il percorso di cure e riabilitazione sarà necessariamente lungo e delicato per molti. Parallelamente, arrivano segnali positivi anche dalla Svizzera, dove altri giovani stanno affrontando il loro iter di guarigione. L’attenzione delle istituzioni e dei medici resta alta, mentre prosegue il lavoro delle procure sia italiana che elvetica, impegnate a ricostruire con precisione le dinamiche dell’incendio che ha causato la morte di diverse persone.

Le richieste di prevenzione dopo la tragedia

La tragedia di Crans-Montana, intanto, ha riacceso con forza il dibattito sulle misure di sicurezza da adottare per prevenire simili eventi. La Federazione italiana pubblici esercizi, per voce dei suoi rappresentanti, ha formalmente chiesto al governo italiano di valutare lo stop alla vendita e all’utilizzo delle cosiddette candeline pirotecniche, dispositivi spesso al centro di incidenti per la loro apparente innocuità. Una richiesta che nasce dalla necessità di evitare che il dolore di quanto accaduto possa ripetersi, trasformando una festa in una tragedia annunciata per l’imprevedibilità di certi materiali.

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