Ferrari arranca in Spagna, McLaren resiste alla direttiva Fia
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Redazione Sport
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A Barcellona, dove il circuito di Montmeló ha sempre fatto da termometro per le reali prestazioni delle monoposto, la Ferrari non ha ancora trovato la svolta. Nonostante le attese, il nono round del mondiale 2025 ha riproposto dinamiche già viste: il Cavallino fatica a competere con la McLaren, che sembra aver assorbito senza traumi la direttiva tecnica TD018, introdotta dalla Fia per limitare la flessibilità aerodinamica delle ali anteriori. Una misura che, almeno nelle prime sessioni, non ha scalfito il dominio della MCL39, confermando come Woking abbia lavorato su soluzioni meno sensibili ai nuovi controlli.
Lando Norris, protagonista indiscusso delle prove libere, ha chiuso in testa sia le FP1 che le simulazioni di gara delle FP2, dimostrando una competitività che pochi si aspettavano dopo le modifiche regolamentari. "Se c’era chi credeva che la direttiva potesse ribaltare gli equilibri, oggi ha avuto la risposta", si potrebbe commentare osservando i dati della telemetria. La sua vettura, equipaggiata con un alettone leggermente ridisegnato, non ha mostrato cedimenti né sul giro secco né nel ritmo prolungato, lasciando poco spazio alle illusioni dei rivali.
Max Verstappen, pur senza strappi eclatanti, ha mantenuto un passo costante, posizionandosi a ridosso delle McLaren e dimostrando che la Red Bull – complice anche una serie di aggiornamenti tecnici – non intende mollare la presa. La vera incognita resta la Ferrari, che ha mostrato segnali di miglioramento nella qualifica ma ha perso terreno nella fase di gara, soffrendo soprattutto in rotazione e nell’efficienza aerodinamica. Un limite noto, che il team di Maranello non è ancora riuscito a sanare nonostante gli sviluppi portati in Spagna




