Ferrari, un incubo brasiliano tra ritiri e incidenti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In una domenica che si è configurata come un autentico incubo per la scuderia di Maranello, il Gran Premio del Brasile ha visto la Ferrari protagonista di una serie di eventi sfortunati, i quali, combinandosi con precisione quasi chirurgica, hanno determinato un esito catastrofico. La gara di Lewis Hamilton, la cui vettura ha subito un danno al fondo piatto a seguito di un tamponamento in curva 1 – colpito alle spalle dalla Williams –, si è rivelata un calvario, privando il pilota britannico di un potenziale bottino di punti che alcuni analisti stimano in almeno trenta unità. Il weekend, già compromesso, è proseguito con un ulteriore contatto, questa volta con Hamilton nel ruolo di responsabile nei confronti di Franco Colapinto, per poi concludersi drammaticamente al sesto passaggio, quando un incidente ha costretto all’abbandono una vittima sacrificale come Charles Leclerc.

Il caso Piastri e la penalità dibattuta

A scatenare un vivace dibattito, al termine della gara, è stato l’episodio occorso al sesto giro, che ha visto come protagonisti Oscar Piastri e Kimi Antonelli. Dal loro contatto, inevitabilmente, sono scaturite conseguenze per altri: Leclerc, colpito dalla Mercedes in una dinamica nella quale non aveva alcuna responsabilità, è stato costretto al ritiro, mentre Piastri ha ricevuto dai commissari sportivi dell’FIA una sanzione di dieci secondi da scontare durante la prima sosta ai box. La decisione, che ha fatto ricorso a un margine di buonsenso nell’interpretazione del regolamento, non ha trovato un parere unanime, dividendo profondamente l’opinione degli appassionati, quella degli addetti ai lavori e, non ultima, quella dello stesso paddock.

Le parole di Leclerc dopo il ritiro forzato

“Sono molto inc…, non c’era nulla di sbagliato nella mia manovra”, ha dichiarato con franchezza Charles Leclerc, analizzando l’accaduto. Il monegasco, pur esprimendo una profonda frustrazione per una conclusione anticipata che definisce “un peccato”, ha tenuto a precisare di non nutrire risentimento verso Piastri o Antonelli. “Non sono arrabbiato con Piastri o Kimi”, ha specificato, “Oscar è stato ottimista, ma anche Antonelli aveva spazio”. La sua, ha sottolineato, è stata la parte della “vittima collaterale” in uno scontro altrui, un epilogo amaro per una gara finita prima di poter esprimere qualsiasi potenziale.

Il bilancio di squadra e la posizione in classifica

Il doppio ritiro, unito all’impossibilità di raccogliere dati affidabili sul passo di gara delle monoposto, ha generato un passivo di tappa di 37 punti nei confronti della Mercedes. Un risultato che, stando ai fatti, relega la Ferrari al quarto posto nella classifica costruttori, un dato di per sé eloquente. Ciononostante, il team principal Frédéric Vasseur sembra voler guardare oltre la contingenza, mantenendo un atteggiamento ottimista che alcuni osservatori attribuiscono più ai meriti del pilota – in particolare a una guida di Leclerc definita “capolavoro” – che a quelli della vettura, la SF-25, la quale, in questa circostanza, non ha potuto dimostrare il suo valore.

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