Parmelin: la Svizzera valuta un'offerta agli Stati Uniti dopo la stretta sui dazi
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Redazione Esteri
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Il consigliere federale Guy Parmelin, intervenendo oggi alla radio RTS, ha ammesso che Berna sta cercando di capire «ciò che è mancato» nel rapporto con Washington, dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di applicare dazi del 39% sulle merci svizzere. Responsabile del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, Parmelin non ha nascosto una certa fiducia nella possibilità di ribaltare la decisione, pur senza entrare nel merito delle strategie concrete.
La mossa di Trump, definita senza giri di parole una «stangata», rischia di avere ripercussioni significative, in particolare per realtà come il Ticino, dove diverse aziende operano in stretta collaborazione con il mercato statunitense. Luca Albertoni, direttore della Camera di Commercio del cantone, ha sottolineato l’incertezza che grava sugli imprenditori, già alle prese con le fluttuazioni dei mercati.
Nonostante i toni duri della nuova misura protezionistica, i rapporti tra i due paesi erano stati finora descritti come solidi, tanto che il New York Times aveva parlato di «repubbliche sorelle». Berna, dal canto suo, aveva cercato di consolidare la propria immagine di partner affidabile, soprattutto dopo gli elogi rivolti dal Washington Post alla presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter, quando Trump aveva concesso una tregua temporanea sui dazi.




