Una signora della Franciacorta: addio a Pia Donata Berlucchi, la presidente che riscriveva il vino in chiave di cultura

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Se n’è andata una donna che del vino aveva fatto non solo un mestiere, ma una vera e propria filosofia di vita, fatta di relazioni, racconti e quella sottile eleganza che non si impara sui manuali di economia. Pia Donata Berlucchi, classe 1942, è morta nella serata di lunedì 27 aprile, portandosi dietro un pezzo di storia della Franciacorta – quel distretto vitivinicolo bresciano che lei ha contribuito a disegnare con la visione di chi guardava lontano, senza mai dimenticare il solco delle radici. Per oltre quarant’anni al timone dell’azienda di famiglia, la Freccianera – Fratelli Berlucchi (che si appresta a festeggiare il secolo di vita il prossimo anno), era riuscita nell’impresa, rara nel panorama imprenditoriale italiano, di coniugare il rigore del “lady di ferro” con la sensibilità quasi artistica di chi intende il nettare come prodotto culturale. Negli ultimi tempi, pur avendo lasciato la gestione operativa ad altri, aveva mantenuto la presidenza, un ruolo che non è mai stato solo formale ma di garanzia morale e strategica per l’azienda di Borgonato di Corte Franca.

L’eredità di una visione che andava oltre il fatturato

Non amava la ribalta fine a se stessa, eppure la sua luce era impossibile da ignorare per chiunque abbia incrociato il suo cammino. A differenza di tanti manager ossessionati dai numeri di vendita, Pia Donata ha sempre anteposto la narrazione del territorio alla pura statistica delle bottiglie stappate. Entrata in azienda nei primi anni Settanta – quando dalla morte del padre, Antonio Berlucchi, la gestione era passata ai cinque figli – ha traghettato la cantina attraverso decenni di trasformazioni epocali, contribuendo a fare della denominazione un simbolo del metodo classico italiano. Se oggi la Franciacorta è sinonimo di eleganza nel mondo, lo si deve anche a quella sua capacità di fare squadra, come dimostra il suo impegno ai vertici dell’Associazione Nazionale Donne del Vino, che ha presieduto dal 2003 al 2009, e la vicepresidenza dell’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino).

Un’imprenditrice dentro le istituzioni e fuori dagli schemi

Il suo carisma non si è esaurito tra i filari e le cantine: ne è prova il fatto che abbia ricoperto l’incarico di consigliera della Banca d’Italia per la sede di Brescia, un ruolo istituzionale che la poneva al tavolo dei grandi nodi economici del Paese, ma senza mai tradire la sua origine legata alla terra. È in questa commistione tra pragmatismo e slancio creativo che va inquadrata la spinta alla nascita della Consulta del Vino Italiana, un tavolo che serviva a mettere in dialogo i diversi attori del comparto per costruire un futuro comune, e iniziative come “Bere consapevole attraverso la cultura”, dove la formazione del consumatore (incluse le persone con disabilità sensoriali) diventava strumento di crescita civile. Anche la sua figura, definita da molti con l’etichetta di “donna di carattere”, sfugge a qualsiasi stereotipo: era una che sapeva godersi la montagna, la musica, il teatro, e non disdegnava certo una cena danzante al Vinitaly, dove si scatenava in pista con un’ironia che spiazzava i più giovani.

Il cordoglio e il futuro di un’azienda centenaria

L’assenza di Pia Donata lascia un vuoto profondo, ma le fondamenta della cantina reggono salde sulle gambe di una famiglia che ha saputo tramandarsi valori e competenze; l’azienda, oggi forte di una produzione che si attesta intorno alle 320mila bottiglie annue, prevalentemente assorbite dal mercato nazionale della ristorazione (Horeca), sta già guardando al futuro con un piano di sviluppo che punta ad aumentare la capacità produttiva. La sua scomparsa, avvenuta dopo una vita dedicata al lavoro e ai suoi cari (era vedova del medico Gregorio Rizzo da dieci anni), restituisce l’immagine di una protagonista che ha saputo trasformare le sue rughe – come amava scherzare – nelle “valli delle discese sugli sci in Alto Adige”, un segno tangibile di una vita spesa con intensità. I funerali, che si terranno mercoledì 29 aprile nella parrocchia di San Vitale a Borgonato, saranno l’occasione per un ultimo, doveroso omaggio a questa signora della Franciacorta.

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