Franciacorta in fiore, a Bornato (Bs) dal 15 al 17 maggio
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Redazione Interno
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C’è un angolo della Franciacorta, quello dove i vigneti lasciano spazio ai ciottoli del Borgo Antico di Bornato, che per tre giorni di maggio abbandona la sua quiete per diventare un palcoscenico a cielo aperto. Da venerdì 15 a domenica 17 maggio, prende vita la XXVII edizione di “Franciacorta in Fiore”, la rassegna florovivaistica che il Comune e la Pro Loco di Cazzago San Martino promuovono ormai da più di un quarto di secolo, con un’attenzione particolare – lo dicono gli organizzatori – a rose ed erbacee perenni. Saranno 89 gli espositori pronti a trasformare ogni angolo del borgo in una sorta di giardino diffuso, dove la natura diventa spettacolo senza mai scadere nel folkloristico.
La presentazione in municipio: i volti della macchina organizzativa
La macchina organizzativa, va detto, è stata messa in moto già mercoledì pomeriggio durante la conferenza stampa di presentazione. A illustrare i dettagli dell’edizione 2026 – che nel titolo “Sole che splende, fiore che sorprende” ha condensato un’atmosfera luminosa e volutamente poetica – sono stati quattro dei protagonisti della governance locale. C’era Fabrizio Scuri, che oltre a fare il sindaco di Cazzago San Martino è anche presidente di Terra della Franciacorta; al suo fianco Cristian Faita, assessore alle Politiche di Valorizzazione e Promozione del territorio, quindi Osvaldo Paderni in veste di presidente del Comitato Fiera e infine Pierino Gatti, alla guida della Pro Loco Comunale. Nessuno di loro, va sottolineato, ha parlato di numeri a freddo: l’entusiasmo, semmai, era tutto incentrato sulla qualità delle presenze e sulla capacità di rigenerare un evento che il pubblico ormai attende come un rito stagionale.
Bornato, il borgo che diventa una scenografia senza muri
A fare la differenza, nella fattispecie, è la cornice. Il Borgo Antico di Bornato non è un contenitore neutro: i suoi vicoli stretti, i palazzi in pietra e quel caratteristico intreccio tra storia rurale e architettura signorile offrono a “Franciacorta in Fiore” una quinta naturale difficilmente replicabile altrove. Gli organizzatori hanno scelto di non costruire strutture invasive, lasciando che siano proprio le piante – rose rampicanti, aiuole fiorite, essenze profumate – a ridisegnare lo spazio urbano. In questo senso, la rassegna si distingue da altre manifestazioni similari perché non separa mai l’esposizione dalla vita del borgo: chi cammina tra gli stand si muove dentro un paesaggio che resta abitato, vissuto, autentico.
Novantuno espositori e il filo rosso delle erbacee perenni
Il dato più concreto, comunque, resta quello degli espositori: 89, come si diceva, provenienti per lo più dal panorama vivaistico lombardo ma con alcune presenze significative anche da fuori regione. La scelta di puntare sulle erbacee perenni non è casuale: a differenza degli annuali, che richiedono un riciclo continuo, queste piante incarnano una filosofia del giardino più sostenibile e radicata nel tempo. Un messaggio, questo, che il comitato fiera – presieduto da Paderni – ha voluto lanciare con discreta fermezza, senza proclami ma attraverso la selezione stessa dei materiali esposti. Le rose, invece, restano le grandi protagoniste romantiche della manifestazione: varietà antiche e moderne si alterneranno in allestimenti che giocano sul contrasto tra i colori accesi e le pietre grigie del borgo.




