La nuova Ferrari Amalfi Spider, l'evoluzione scoperta della granturismo V8 di Maranello che conserva il motore biturbo da 640 cv nella sua forma più pura, si affida a una capote in tessuto a cinque strati per coniugare l'esperienza di guida a cielo aperto con l'isolamento acustico di un tetto rigido.

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   A Maranello hanno un modo personale di fermare il tempo, di sospendere il respiro del mondo dell’auto per riscrivere, ancora una volta, le regole del desiderio. E lo fanno presentando la Amalfi Spider, la versione scoperta della granturismo che, nell'arco di pochi mesi, ha raccolto l'eredità stilistica e tecnica della Roma. Un'operazione, questa, che va ben oltre il semplice taglio del tetto: si tratta di un esercizio di equilibrio complesso, volto a preservare le proporzioni e la silhouette filante della coupé anche quando la capote, un sofisticato tessuto tecnico, viene ripiegata elettricamente nel giro di 13,5 secondi, operazione possibile fino a una velocità di 60 km/h. Il progetto, curato nei minimi dettagli dal team di design guidato da Flavio Manzoni, non si limita all'estetica ma affonda le radici in un profondo lavoro di ingegnerizzazione, come ci ha raccontato Gianmaria Fulgenzi, responsabile dello sviluppo tecnico delle Ferrari stradali, che ha svelato i segreti che rendono questa scoperta da sogno una piccola meraviglia tecnica.

Il cuore pulsante e la tecnica raffinata della Amalfi Spider

Sotto il lungo cofano anteriore, e qui sta una delle peculiarità più affascinanti, pulsa ancora l'ultima evoluzione del V8 biturbo da 3.9 litri della famiglia F154, un propulsore che in gamma rappresenta l'unica superstite dell'era puramente termica, non elettrificata. La potenza rimane quella già ammirata sulla versione chiusa, 640 cavalli e 760 Nm di coppia, numeri che consentono alla Spider di scattare da 0 a 100 km/h in 3.3 secondi e di raggiungere una velocità massima di 320 km/h, prestazioni che la pongono al vertice della categoria nonostante l'incremento di peso, circa 86 kg in più dovuti ai rinforzi strutturali e al meccanismo della capote, per un peso a secco di 1.556 kg. La gestione di questa potenza è affidata al cambio a doppia frizione a otto rapporti, introdotto con la SF90 Stradale, qui ulteriormente ottimizzato nelle logiche di controllo per garantire cambi marcia rapidissimi ma al contempo fluidi nella guida di tutti i giorni, mentre il sound, capitolo fondamentale per una Rossa che si rispetti, è stato oggetto di un'attenta messa a punto del nuovo layout del silenziatore per rispettare le normative senza tradire il timbro inconfondibile del motore.

Un abitacolo ridisegnato per il piacere open air

Salendo a bordo, l'architettura a doppio cockpit, che avvolge pilota e passeggero in due cellule distinte ma visivamente connesse, è stata pensata per esaltare la guida a cielo aperto. Ritorna, e questa è una notizia che gli appassionati accolgeranno con favore, la tattilità dei comandi: il nuovo volante è dotato di pulsanti fisici, abbandonando le soluzioni troppo virtuali per garantire la massima ergonomia e riconoscibilità in ogni condizione. Il sistema di infotainment si affida a tre display: un quadro strumenti da 15,6 pollici, uno schermo centrale da 10,25 pollici e un display da 8,8 pollici per il passeggero, che può così sentirsi parte integrante dell'esperienza di guida monitorando parametri come le forze laterali o il regime del motore. Ma la vera innovazione per il comfort di marcia è il deflettore dell'aria integrato nello schienale dei sedili posteriori, un sistema che si aziona con un pulsante e che riduce sensibilmente le turbolenze nell'abitacolo quando si viaggia con la capote abbassata, permettendo di conversare o semplicemente di godersi il panorama senza essere investiti dal vento, un dettaglio che fa la differenza nei lunghi viaggi. I sedili posteriori, va detto, mantengono la configurazione 2+, utile più che altro per aumentare la capacità di carico o per tragitti brevi con bambini, con il bagagliaio che passa da 255 litri a tetto chiuso a 172 litri con la capote ripiegata, un dato che conferma una certa attenzione alla versatilità d'uso.

L'arte della personalizzazione e il debutto del Rosso Tramonto

Come da tradizione per la casa di Maranello, anche per la Amalfi Spider la personalizzazione gioca un ruolo chiave. La capote in tessuto, che utilizza una struttura acustica a cinque strati per garantire isolamento termico e sonoro paragonabile a quello di un tetto rigido retrattile, è disponibile in quattro varianti di tessuto sartoriale e due di tessuto tecnico. Tra quest'ultimi spicca l'inedito Tecnico Ottanio, mentre per la carrozzeria debutta una nuova tinta esclusiva, il Rosso Tramonto, un colore caldo e avvolgente che trae ispirazione dalle atmosfere della Costiera Amalfitana, creando giochi di luce che esaltano le superfici pulite e scolpite del design firmato Manzoni. L'aerodinamica, capitolo mai lasciato al caso, è stata ottimizzata per la configurazione scoperta: all'anteriore troviamo un bypass sopra il proiettore che collega il frontale al vano motore, mentre al posteriore un'ala mobile attiva integrata nella coda, con tre configurazioni regolate automaticamente in base a velocità e accelerazioni, garantisce carico verticale e stabilità, generando fino a 110 kg di deportanza a 250 km/h. La vettura, che sarà disponibile sul mercato con prezzi di partenza intorno ai 270.000 euro per l'Europa e le cui prime consegne sono attese all'inizio del 2027, è già ordinabile, andando a posizionarsi come la proposta più accessibile e forse più autentica per chi cerca il piacere di guida più puro, quello fatto di vento tra i capelli e di un motore V8 che, in un'epoca di ibridizzazione, continua a raccontare una storia senza tempo.

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