La Juventus si presenta con Zhegrova e Openda: Comolli difende la strategia di mercato
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Redazione Sport
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Mentre la campagna acquisti estiva volge ormai al termine, la Juventus ha ufficializzato i propri ultimi due colpi, Edon Zhegrova e Lois Openda, presentati in conferenza stampa in un clima di ottimismo. Il direttore generale Damien Comolli, tracciando un bilancio delle operazioni, ha sottolineato come la società abbia perseguito con successo un duplice obiettivo: «Abbiamo cercato di rafforzare la rosa e penso che siamo riusciti a farlo», ha dichiarato, «trovando il giusto equilibrio tra gli aspetti sportivi e finanziari». Una necessità, quest'ultima, dettata dalle stringenti regole del Financial Fair Play dell'UEFA, che il manager ha ammesso senza giri di parole, spiegando come la volontà fosse quella di «creare una rosa competitiva con equilibrio tra obiettivi sportivi e finanziari».
La strategia adottata, stando alle parole del dg, si è basata su un principio cardine: preservare il nucleo centrale di una squadra giudicata già molto competitiva. «Quello che volevamo ottenere come risultato era mantenere la spina dorsale della rosa», ha precisato Comolli, «perché abbiamo un gruppo solido e non intendevamo privarci dei giocatori più importanti». Attorno a questa ossatura, sono stati quindi aggiunti profili ritenuti funzionali ad accrescere il valore complessivo del collettivo, un’operazione che, nel suo insieme, lascia i vertici club con la sensazione di aver costruito «una Juve più forte di prima», con un organico più ricco e competitivo.
I nuovi arrivati, dal canto loro, hanno mostrato entusiasmo e personalità. Edon Zhegrova, reduce da un leggero affaticamento, ha definito l’approdo a Torino «un sogno che si realizza», assicurando di sentirsi già meglio e di essere prossimo alla piena disponibilità, pur essendo fuori per la trasferta di San Siro contro l'Inter. Lois Openda, invece, ha subito chiarito le sue caratteristiche, marcando con decisione il suo ruolo preferito: «Sono un numero nove», ha affermato, lasciando intendere di essere l'uomo giusto per creare «un bel po' di ansia alle difese avversarie» una volta che il pallone gli arrivi nella zona di campo dove è più pericoloso.




