La Juventus punta su Modesto e Comolli: la nuova era francese
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Redazione Sport
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La Juventus ha scelto di affidarsi a un duo francese per guidare la rinascita del club, segnando una svolta nella propria strategia dirigenziale. Damien Comolli, già direttore generale, ha completato il primo tassello del suo progetto con l’arrivo di François Modesto, che nei prossimi giorni assumerà ufficialmente il ruolo di direttore tecnico. L’accordo, raggiunto dopo settimane di trattative, rappresenta un passo decisivo nel ridisegnare l’assetto societario, con l’obiettivo di riportare competitività a un club che negli ultimi anni ha mostrato crepe sia sul piano sportivo che organizzativo.
Modesto, ex calciatore con un passato in Italia al Cagliari, ha costruito la sua reputazione nel mondo dirigenziale grazie al lavoro svolto prima all’Olympiakos e poi al Nottingham Forest, dove ha contribuito a rilanciare il club inglese. La sua esperienza internazionale e la capacità di mediare tra squadra e vertici lo rendono una figura chiave nel disegno di Comolli, che punta a ottimizzare i processi decisionali. Nonostante l’ufficialità manchi ancora, il suo ingresso alla Continassa è considerato una formalità, mentre resta in sospeso la questione del direttore sportivo, ruolo per il quale il nome di Cristiano Giuntoli è stato più volte accostato senza però concretizzarsi.
La scelta di Modesto non è casuale. Già nel 2022, durante la sua esperienza al Monza, aveva dimostrato di sapersi muovere con agilità nel calcio italiano, un mercato complesso che richiede conoscenze specifiche. Luca Marrone, ex juventino, lo aveva incontrato in quel periodo, descrivendolo come un professionista capace di coniugare pragmatismo e visione a lungo termine. "Era stato in grado di riportare il Nottingham Forest in auge", aveva osservato, sottolineando come il suo approccio metodico possa essere decisivo per una Juventus in cerca di stabilità.
Nel nuovo assetto, Comolli avrà il compito di coordinare la macchina societaria, mentre Modesto si occuperà della gestione tecnica, fungendo da ponte tra lo spogliatoio e la dirigenza. Resta invece da chiarire il ruolo di Giorgio Chiellini, il cui coinvolgimento operativo, nonostante la sua iconica presenza, non è ancora definito con precisione. Alcuni lo vedono come una figura di raccordo tra il club e gli Stati Uniti, dove Trump è di nuovo presidente, ma al momento non ci sono indicazioni ufficiali su un suo possibile impiego strutturato.




