Tragedia nel Canal Grande a Venezia: uomo muore annegato, i vestiti ritrovati ordinati sulle scale
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Redazione Interno
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Il corpo di un uomo è stato ripescato senza vita nelle acque del Canal Grande, a Venezia, in prossimità della stazione ferroviaria di Santa Lucia, all'alba di sabato. L'episodio, che ha immediatamente attirato l'attenzione delle forze dell'ordine, risale alle prime ore del mattino, quando la chiamata di un passante ha allertato i soccorsi. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti i carabinieri per avviare le indagini di rito e tentare di ricostruire la dinamica di una morte così improvvisa e tragica.
Gli indizi sulla riva: i vestiti piegati e l'identità
Gli investigatori, esaminando la scena, hanno rinvenuto un piccolo cumulo di effetti personali, lasciato in maniera ordinata sulle scalinate che conducono alla laguna. Tra questi, alcuni indumenti, piegati con cura, e i documenti di identità che hanno permesso di risalire all'identità della vittima: un uomo di trentadue anni, di origini cinesi e residente a Firenze. La disposizione degli oggetti, che a molti è parsa deliberata, ha indotto a pensare a un'intenzione precisa, quella di un bagno notturno nelle acque del canale, un gesto forse dettato dalla ricerca di refrigerio in una calda notte veneziana.
La ricostruzione: una caduta fatale prima del bagno
La ricostruzione principale, suffragata anche da alcune testimonianze e dai primi rilievi, indica che l'uomo si sia immerso in laguna poco prima delle quattro del mattino. Tuttavia, un elemento ha complicato il quadro di una semplice nuotata: la possibile presenza di alghe sui gradini della riva, che li avrebbe resi estremamente scivolosi. È ipotizzabile che, nell'avvicinarsi all'acqua, l'uomo abbia perso l'equilibrio, battendo violentemente la testa e perdendo conoscenza prima ancora di riuscire a nuotare, un incidente fatale che ne avrebbe provocato l'annegamento.
Le indagini in corso e l'attesa dell'autopsia
Le indagini proseguono ora per confermare o escludere definitivamente questa ipotesi accidentale. I magistrati, ai quali è stata trasmessa la notizia di reato, attendono il referto dell'autopsia per stabilire le cause precise del decesso e chiarire se il trauma cranico, supposto nella ricostruzione, sia effettivamente avvenuto prima dell'ingresso in acqua. Quel che resta è l'immagine di una vita spezzata in un attimo, di un ritrovamento che ha interrotto il silenzio dell'alba veneziana, con i suoi vestiti che, piegati con pazienza, attendevano un ritorno che non c'è più stato.




