Semestre filtro a Medicina, il primo esame sotto accusa per le irregolarità
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Redazione Interno
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Una mattina, che molti hanno definito fuori dall'ordinario, ha segnato giovedì l'esordio concreto della nuova era per l'accesso alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Nelle aule delle università di Padova e Verona, così come in moltissimi altri atenei italiani, si è tenuto il primo dei due appelli dell'esame nazionale che conclude il semestre filtro, la procedura voluta dal Ministero dell'Università e della Ricerca per sostituire il tradizionale, e per anni discusso, test d'ingresso. Il nuovo meccanismo, una sorta di rivoluzione silenziosa che ha stravolto le aspettative di migliaia di aspiranti camici bianchi, affida la selezione non più a una prova preliminare ma a esami universitari veri e propri, della durata di 45 minuti e composti da 31 domande a risposta multipla, che gli studenti devono superare dopo un primo periodo di studi.
Le segnalazioni dagli atenei
Proprio mentre migliaia di candidati affrontavano la prova, concentrandosi sulle domande che avrebbero deciso il loro futuro accademico, hanno cominciato a circolare, in modo subdolo e preoccupante, le prime avvisaglie di un malfunzionamento del sistema. Da Rende, dove ha sede l'Unical, è arrivata una denuncia dettagliata e circostanziata, avanzata da uno studente che ha partecipato all'esame e che ha voluto segnalare una serie di presunte irregolarità, le quali, a suo dire, avrebbero minato alla base il principio di equità e di pari opportunità che dovrebbe governare una selezione così importante. Nella sua testimonianza, che si è rapidamente diffusa, si fa riferimento a copiature condotte in maniera sistematica e plateale, alla diffusione di fotografie dei quesiti attraverso messaggi e social network mentre la prova era ancora in corso, all'utilizzo improprio e del tutto vietato di dispositivi elettronici come cellulari e smartwatch, il tutto favorito, a quanto pare, da un controllo da parte dei vigilanti giudicato alquanto carente e poco incisivo.
La testimonianza choc e le foto sui social
“Copiare è stato facilissimo”, ha affermato senza mezzi termini uno degli aspiranti medici in un racconto audio che ha reso ancor più concrete le accuse. La sua voce, che rappresenta il malcontento e la frustrazione di molti, ha descritto un clima in cui le regole sembravano essere state sospese, con comportamenti illeciti che si sono propagati senza incontrare ostacoli. A corroborare queste pesanti affermazioni, sono emerse, a fine giornata, delle prove tangibili: sui social network e su alcune piattaforme di messaggistica istantanea hanno cominciato a circolare delle immagini, scattate in tempo reale, che ritraevano chiaramente i fogli con le domande d'esame, pubblicate ben prima che il tempo concesso per la prova si esaurisse. Questo flusso illecito di informazioni, che ha violato ogni protocollo, ha di fatto creato due categorie di studenti, gettando un'ombra di illegittimità sull'intera procedura selettiva.
Le domande sul futuro del sistema
L'episodio, per la sua gravità e per la portata nazionale della prova, solleva interrogativi non semplici da affrontare sul funzionamento pratico del semestre filtro, un modello che, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe dovuto garantire una selezione più meritocratica e meno soggetta all'ansia da prestazione di un unico test. Le istituzioni accademiche coinvolte, ora, si trovano a dover gestire non solo la correzione degli elaborati ma anche una crisi di credibilità, dovendo accertare la fondatezza di quanto denunciato e valutare le possibili implicazioni per la validità della prova stessa. L'incidente, di portata così ampia, dimostra come la transizione verso un nuovo sistema richieda, oltre a un cambiamento normativo, anche un'adeguata preparazione logistica e un rigore nella vigilanza che, in questo primo, controverso appello, sembrano essere venuti meno in diverse sedi.




