Poste italiane mette un prezzo sullo Spid, mentre la Cie scala le classifiche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una novità di non poco conto, che sta riaccendendo il dibattito sull'accesso ai servizi digitali dello Stato, riguarda la decisione di Poste italiane di introdurre un canone annuo per il mantenimento della propria identità Spid. La gratuità, infatti, viene garantita soltanto per il primo anno di attivazione, dopo il quale scatterà un contributo di sei euro. Una scelta commerciale che, seppur legittima, costringe gli utenti a valutare con attenzione le opzioni disponibili sul mercato, considerando che lo strumento è ormai una chiave di accesso imprescindibile per una miriade di funzioni: dalla prenotazione di una visita specialistica al controllo della posizione pensionistica, dalla richiesta di un certificato all'adesione a un bando pubblico. La transizione verso una tariffazione, benché prevista nei termini di servizio, ha colto molti di sorpresa, spingendo diversi cittadini a cercare soluzioni alternative per non dover sostenere il piccolo ma significativo esborso.

Le categorie esentate e il percorso per la disdetta

Non tutti, per fortuna, saranno chiamati a pagare. L'operatore postale ha specificato che il servizio resterà gratuito per alcune fasce di utenti, tra le quali rientrano i minorenni, gli over 75, i cittadini residenti all'estero iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero e i titolari di un'identità PosteID per uso professionale. Per tutti gli altri, invece, il pagamento diverrà obbligatorio a partire dal secondo anno, a meno che non si decida di recedere dal contratto. La procedura di disdetta, come chiarito, deve essere avviata entro trenta giorni dalla scadenza del periodo di gratuità o dalla ricezione dell'avviso di pagamento, e può essere compiuta attraverso la piattaforma online dedicata, oppure inviando un apposito modulo tramite posta elettronica certificata o raccomandata con ricevuta di ritorno. Un passaggio burocratico semplice ma necessario, che richiede una certa tempestività per evitare di essere addebitati.

L'ascesa della Carta d'Identità Elettronica come alternativa

Proprio mentre si discute di questi nuovi costi, un fenomeno parallelo sta prendendo piede sugli store delle applicazioni per smartphone. L'app ufficiale della Carta d'Identità Elettronica, la CIE, ha infatti registrato un'impennata nei download, balzando ai primi posti delle classifiche. Questo dato non sembra affatto casuale, ma piuttosto la diretta conseguenza di una migrazione di utenti alla ricerca di un'identità digitale pubblica e totalmente gratuita, rilasciata dal Ministero dell'Interno in concomitanza con il documento fisico. La CIE, il cui funzionamento si basa su un chip contactless e su un PIN, garantisce gli stessi livelli di sicurezza e di accesso ai servizi online dello Spid, posizionandosi di fatto come la principale concorrente nell'ecosistema dell'identità digitale italiana. La sua fortuna, in questo momento, è strettamente legata alla volontà di non spendere per un servizio considerato essenziale.

Il panorama dei provider e la scelta consapevole

La vicenda delinea uno scenario in evoluzione, dove l'utente finale è chiamato a una scelta più consapevole. Oltre alla CIE, esistono sul mercato altri identity provider accreditati dall'Agenzia per l'Italia Digitale che continuano a offrire lo Spid senza costi diretti per il cittadino, finanziandosi attraverso accordi con le pubbliche amministrazioni. Si tratta, in buona sostanza, di verificare con attenzione le condizioni contrattuali al momento della richiesta di attivazione, per comprendere se e quando potrebbe essere applicato un eventuale canone. La gratuità dello Spid, dunque, non è scomparsa, ma è diventata una caratteristica da cercare con maggiore diligenza tra le diverse offerte, in un settore che si avvia a una normalizzazione commerciale dopo anni di promozione pubblica massiccia. La parola d'ordine, per non trovarsi impreparati, è informazione.

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