Russia sull’orlo della recessione, scontro tra Nabiullina e Reshetnikov al forum di San Pietroburgo
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Redazione Esteri
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Maksim Reshetnikov, ministro dello Sviluppo economico russo, ha lanciato un avvertimento che difficilmente poteva passare inosservato: “A giudicare dallo stato delle imprese al momento, siamo già sull’orlo della recessione”. Le sue parole, pronunciate durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, suonano come un’ammissione rara per un governo che ha sempre cercato di proiettare un’immagine di resilienza, nonostante le sanzioni e il peso crescente dell’economia di guerra.
Quello che Reshetnikov ha definito un rischio imminente, però, non è una novità assoluta per chi segue da vicino le dinamiche interne alla Federazione. Già nel 2022, quando l’invasione dell’Ucraina scatenò l’isolamento finanziario di Mosca, fu la governatrice della Banca centrale Elvira Nabiullina a evitare il collasso con manovre drastiche, dal rialzo dei tassi al controllo dei capitali. Ma oggi, a oltre tre anni dall’inizio del conflitto, la “fatigue” economica comincia a farsi sentire, e le crepe non sono più occultabili neppure nei discorsi ufficiali.
La divergenza tra Nabiullina e Reshetnikov, emersa con forza al forum, riflette due approcci contrapposti. Da un lato, la prima insiste sulla stabilità monetaria e sulla lotta all’inflazione, consapevole che ogni passo falso potrebbe innescare una spirale di sfiducia. Dall’altro, il ministro punta a stimolare la crescita con interventi statali, soprattutto nel settore industriale legato alla difesa, anche a costo di aumentare il debito pubblico. Putin, che finora ha mantenuto un equilibrio tra le due posizioni, si trova ora a dover affrontare una sfida inedita: evitare che la recessione diventi realtà, in un contesto dove le risorse si assottigliano e le pressioni geopolitiche non accennano a diminuire.




