Adriano Cappellari indagato: l'accusa è di aver simulato l'attentato denunciato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Adriano Cappellari è indagato con l'accusa di aver simulato l'attentato che nei mesi scorsi aveva denunciato alle autorità. Il giovane cronista del Vicentino aveva riferito di essere stato vittima di un incendio al portone della propria abitazione e di aver ricevuto lettere contenenti minacce rivolte sia a lui sia a don Maurizio Patriciello e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo quanto emerso dalle indagini della procura, però, la ricostruzione inizialmente presentata sarebbe diversa da quella ipotizzata dagli investigatori, che contestano al giornalista diversi reati e ritengono che gli episodi denunciati possano essere stati organizzati dallo stesso Cappellari.

Le accuse contestate dalla procura

La procura accusa Adriano Cappellari di incendio, calunnia, simulazione di reato continuato, procurato allarme e truffa in danno di ente pubblico. Nell'ambito dell'inchiesta, i Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica nella sua abitazione. Secondo l'ipotesi investigativa, il giornalista avrebbe simulato l'attentato che aveva denunciato, mentre tra gli elementi richiamati figura anche l'acquisto delle bombolette di gas successivamente ritrovate davanti alla sua casa, circostanza che rientra nelle contestazioni formulate dagli inquirenti.

Le indagini hanno quindi portato gli investigatori a ipotizzare uno scenario differente rispetto a quello denunciato in origine. L'incendio al portone, le lettere minatorie e gli altri episodi segnalati avevano fatto pensare a una serie di intimidazioni ai danni del cronista. La ricostruzione della procura sostiene invece che tali fatti possano essere stati organizzati dallo stesso Cappellari, motivo per cui sono state formulate le accuse che comprendono anche la simulazione di reato e la calunnia.

La vicenda e gli sviluppi dell'inchiesta

Il caso aveva avuto ampia risonanza dopo la denuncia presentata dal giornalista de L'Altopiano, quindicinale di Enego, in provincia di Vicenza. In seguito agli episodi segnalati, Cappellari aveva ricevuto la solidarietà della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. Inoltre, gli era stata assegnata la scorta dopo la denuncia dell'incendio al portone e delle minacce che, secondo quanto riferito, erano indirizzate anche a don Maurizio Patriciello e alla premier.

Con un comunicato stampa, la procura di Vicenza ha reso noto di aver disposto la perquisizione personale, domiciliare e informatica nei confronti del cronista, confermando l'esistenza dell'indagine a suo carico. L'inchiesta ruota attorno all'ipotesi che gli episodi denunciati non siano riconducibili a un attentato subito, ma a una simulazione. Le contestazioni formulate comprendono incendio, calunnia, simulazione di reato continuato, procurato allarme e truffa in danno di ente pubblico, mentre gli accertamenti hanno portato gli investigatori a sviluppare una ricostruzione diversa rispetto a quella inizialmente denunciata.

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