Nuova perquisizione in casa Visintin per l'omicidio di Liliana Resinovich
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Redazione Interno
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Gli investigatori hanno fatto nuovamente irruzione nell'abitazione di Sebastiano Visintin, indagato per l'omicidio della moglie Liliana Resinovich, trovata morta il 5 gennaio 2022 a Trieste. Come riportato da Il Piccolo, questa è la seconda perquisizione dopo quella dello scorso aprile, quando furono sequestrati oltre 700 strumenti, molti dei quali legati all'attività di affilatura coltelli che Visintin svolgeva.
Questa volta, gli inquirenti hanno concentrato l’attenzione sui macchinari utilizzati per la lavorazione delle lame, passando al setaccio ogni dispositivo presente nell’abitazione di via Verrocchio. Non solo: la Procura sta esaminando anche i consumi elettrici, nella possibile ricerca di incongruenze o anomalie che possano ricostruire i movimenti dell’indagato nei giorni cruciali delle indagini.
I legali di Visintin, Alice e Paolo Bevilacqua, hanno ribadito la massima collaborazione del loro assistito. «Sebastiano ha suggerito di estendere l’analisi dei tamponi per la ricerca di materiale ferroso in tutta la casa», hanno dichiarato all’Adnkronos, aggiungendo che «porte aperte alla ripetizione degli accertamenti e ben venga ogni ulteriore esplorazione ritenuta necessaria o soltanto opportuna per gli investigatori».
Le indagini, dunque, proseguono senza sosta, mentre i magistrati cercano di ricostruire con precisione gli ultimi momenti di vita della donna, il cui corpo fu rinvenuto senza vita nella loro abitazione. I precedenti sequestri, tra cui tre coltelli analizzati nei mesi scorsi, non hanno ancora portato a una svolta decisiva, ma le nuove perquisizioni lasciano intendere che gli inquirenti stiano seguendo piste ben precise.




