Il rombo bianco su sfondo blu, il nuovo cartello stradale che sta facendo scattare multe salate in Europa
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Redazione Esteri
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Negli ultimi mesi, automobilisti in viaggio lungo le principali arterie di diversi Paesi europei, dalla Francia alla Spagna, si sono trovati di fronte a un segnale stradale ancora poco familiare per chi proviene dall’Italia: un rombo bianco dai contorni netti inserito in un pannello a sfondo blu. La sua crescente diffusione, che ricalca un modello già ampiamente utilizzato da decenni negli Stati Uniti e in Canada, sta portando con sé un numero significativo di sanzioni, spesso salate, per chi ne ignora il significato o non rispetta le restrizioni imposte. Non si tratta, è bene precisarlo subito, di un semplice avviso, bensì dell’indicatore visivo delle cosiddette corsie HOV, acronimo di High Occupancy Vehicle, ovvero le corsie riservate ai veicoli ad alta occupazione. L’obiettivo dichiarato, alla base della loro implementazione in contesti metropolitani e extraurbani, è quello di incentivare forme di mobilità condivisa come il carpooling, decongestionare il traffico nelle ore di punta e ridurre l’impatto ambientale legato al trasporto privato. Per chi, magari distrattamente, imbocca queste corsie senza averne i requisiti, la conseguenza può essere una multa che, a seconda delle normative locali, oscilla tra i 135 euro della Francia e i 200 euro della Spagna, dove i controlli sono già stati intensificati anche con l’ausilio di tecnologie avanzate.
Il significato del rombo e le categorie di veicoli ammessi
La segnaletica, nella sua essenzialità, identifica una corsia dedicata il cui accesso è consentito solo a specifiche tipologie di utenti della strada. In linea generale, e salvo eventuali indicazioni complementari che possono variare da un Paese all’altro o addirittura da un tratto all’altro, il principio base è che il veicolo debba trasportare un numero minimo di occupanti, che solitamente è di due persone compreso il conducente. A questa categoria principale, si aggiungono quasi sempre i mezzi del trasporto pubblico locale, i taxi, e in molte realtà anche i veicoli a bassissime emissioni, come quelli elettrici o a idrogeno, i quali talvolta possono usufruire della corsia persino con un solo occupante a bordo, laddove sia presente un'apposita deroga segnalata. Anche le motociclette, tipicamente, possono accedervi, ma a condizione che trasportino un passeggero, rispettando così il requisito dell’alta occupazione. Pannelli aggiuntivi, posti sotto il segnale principale o su supporti luminosi sopra la carreggiata, possono specificare ulteriormente le regole: a volte viene indicato un numero minimo di passeggeri superiore, come tre, o le fasce orarie in cui la limitazione è effettivamente attiva, trasformando la corsia in una via ordinaria nei restanti momenti della giornata.
Il sistema di controllo e l'entità delle sanzioni in Europa
A rendere particolarmente efficace – e per i trasgressori, rischiosa – questa misura è il sistema di vigilanza che ne presidia il corretto utilizzo. In Francia, dove l'uso di queste corsie è ormai una realtà consolidata in città come Lione e Strasburgo e lungo la tangenziale di Parigi, le multe per chi viene sorpreso a percorrerle senza averne diritto ammontano a 135 euro. In Spagna, la Dirección General de Tráfico (DGT) ha optato per un approccio ancora più rigoroso, inasprendo le sanzioni fino a 200 euro. Ma è il metodo di controllo a rappresentare la vera novità: non ci si affida più alla sola presenza fisica delle forze dell'ordine. Lungo le corsie HOV spagnole, come ad esempio sul nuovo tratto della A2 all'ingresso di Madrid, sono stati installati dei dispositivi noti come "radar neri" o "radar di occupazione". Si tratta di sistemi composti da telecamere sincronizzate, dotate di sensori a infrarossi e software di visione artificiale, che analizzano in tempo reale l'abitacolo dei veicoli per conteggiare il numero di occupanti con una precisione dichiarata del 95%, ignorando nel conteggio oggetti come manichini o animali domestici. Il sistema, alimentato a pannelli solari e connesso in 5G, è in grado di processare fino a mille veicoli all'ora e di generare automaticamente la sanzione da notificare al proprietario della targa, senza bisogno di alcun intervento immediato della pattuglia e senza emettere alcun flash che possa tradire la presenza del controllo.




