La Virtus Bologna esonera Ivanovic nonostante il primato in classifica e affida la panchina a Jakovljevic

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sono bastati il primato solitario in classifica, né la certezza matematica di un posto nei playoff – conseguita con largo anticipo – né tantomeno i galloni di campione d’Italia in carica, cuciti addosso alla squadra solo pochi mesi fa, per proteggere Dusko Ivanovic da un epilogo che, per quanto sorprendente sulla carta, nella sostanza sembrava essersi materializzato già da qualche settimana nell’aria pesante della Segafredo Arena. Dopo 478 giorni di relazione tecnica, il club bianconero ha interrotto il legame con l’esperto tecnico montenegrino, sollevandolo dall’incarico di allenatore della prima squadra assieme al suo assistente Nenad Trajkovic, in un momento della stagione in cui la classifica, paradossalmente, continua a sorridere alla Virtus. Una decisione, quella presa dalla dirigenza, che si inserisce in una sorta di fenomeno ricorrente nel panorama europeo di questa annata: la stagione degli esoneri in corsa per i cosiddetti “patriarchi” della panchina over 60. Dopo i casi di Zelimir Obradovic, allontanato dal Partizan Belgrado, e di Ettore Messina, uscito dalla guida tecnica dell’Olimpia Milano (pur mantenendo un ruolo di vertice nelle operazioni cestistiche), il terzo atto di questa tendenza non poteva che riguardare proprio Ivanovic, completando un quadro che racconta di un Eurolega sempre più incline a decisioni fulminee, indipendentemente dal curriculum o dai risultati recenti.

La situazione in classifica e il contesto europeo di un esonero a sorpresa

A decretare la fine dell’avventura di Ivanovic, insomma, non è stato un crollo verticale nei risultati interni, bensì un insieme di dinamiche – alcune legate al rendimento nelle competizioni europee, altre riconducibili a logiche interne di gestione del gruppo – che hanno convinto la proprietà e i vertici sportivi a intervenire prima della naturale conclusione dell’annata. Nel frattempo, il doppio turno di Eurolega andato in scena nell’ultima settimana ha fornito indicazioni forti, con risultati capaci di rimescolare le carte per le posizioni di vertice, per la lotta ai play-in e per la griglia dei playoff, mostrando squadre date per spacciate tornare prepotentemente in corsa e, viceversa, compagini ben piazzate inciampare in vere e proprie “harakiri” sportive. In questo contesto di incertezza generale, la Virtus ha scelto di non attendere oltre, optando per una soluzione interna che garantisca continuità operativa nell’immediato.

Panchina affidata a Jakovljevic, soluzione interna per la transizione

Con l’addio del tecnico montenegrino, la dirigenza bianconera si è trovata davanti a un bivio immediato: affidarsi a un profilo esterno, pescando dal mercato dei liberi, o puntare su una continuità di metodo rappresentata dal suo vice. La scelta è ricaduta sulla seconda opzione. Il ruolo di head coach è stato affidato a Nenad Jakovljevic, fino a ieri assistente allenatore, che avrà il compito di traghettare la squadra verso gli impegni conclusivi della stagione regolare e, soprattutto, verso il tabellone dei playoff. A supportarlo nello staff tecnico resteranno Daniele Parente e Cristian Fedrigo, già membri del precedente organigramma, garantendo così un aggancio con la metodologia di lavoro consolidata nei mesi precedenti.

Un bivio tecnico in vista della prossima stagione

L’esonero di Dusko Ivanovic, tuttavia, ha ufficialmente aperto una fase di riflessione più ampia in casa Virtus che va ben oltre la semplice sostituzione temporanea. Con l’addio del tecnico montenegrino – formalizzato nonostante la squadra occupi il primo posto in classifica nel campionato nazionale – la dirigenza si trova ad affrontare un bivio cruciale per il progetto tecnico della prossima stagione. Da settimane, negli ambienti del basket italiano, circolavano con insistenza due profili principali per la panchina delle “Vu Nere”, nomi pesanti che potrebbero rappresentare l’orizzonte futuro una volta terminata l’emergenza del presente. Se da un lato l’affidamento a Jakovljevic rappresenta una soluzione per garantire stabilità nelle settimane decisive, dall’altro si configura anche come una sorta di ponte verso una riorganizzazione più strutturale, che verrà definita solo al termine degli impegni agonistici.

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