Virtus Bologna campione d'Italia, ma ora si apre un nuovo ciclo con Ivanovic
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Redazione Sport
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La Virtus Bologna ha chiuso la stagione con il diciassettesimo scudetto della sua storia, dominando una finale senza storia contro la Germani Brescia, capace comunque di lasciare il segno per tenacia e coraggio. Ma mentre i tifosi festeggiano, la squadra si prepara a una rivoluzione. Il patron Massimo Zanetti, stringendo il trofeo, ha fatto capire che il prossimo anno non sarà un semplice proseguimento del progetto vincente, ma l’inizio di un nuovo corso.
Due partenze pesanti segneranno questa transizione: quella di Toko Shengelia, destinato al Barcellona per l’ultimo grande contratto della carriera, e quella di Marco Belinelli, che ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. Shengelia, MVP delle finali, è stato decisivo soprattutto nel turning point della serie contro Venezia, quando la Virtus sembrava ormai fuori dai giochi. Belinelli, invece, lascia da campione, con un addio che era nell’aria da tempo.
Tra i nodi da sciogliere c’è anche il futuro di Isaia Cordinier, che al momento rappresenta la priorità assoluta per il mercato bianconero. Il francese, determinante in questa stagione, potrebbe seguire le orme di Shengelia, ma la dirigenza sta lavorando per trattenerlo. Intanto, il nuovo ciclo inizierà ufficialmente sotto la guida di Dusko Ivanovic, chiamato a ricostruire una squadra che dovrà puntare su un ricambio generazionale.
Nonostante i cambiamenti imminenti, questa vittoria resterà legata a un gesto simbolico: la dedica ad Achille Polonara, ricoverato all’ospedale Sant’Orsola-Malpighi per una leucemia mieloide. Prima della gara decisiva, il giocatore aveva chiesto ai compagni: «Fatemi dormire con la coppa». E così è stato. Dopo il trionfo, la squadra si è collegata in videochiamata con lui, promettendogli di portargli il trofeo in ospedale. Un momento che va oltre il basket, e che ha reso questo scudetto ancora più speciale.




