Un fulmine a ciel sereno: la Virtus Bologna esonera Ivanovic e affida la panchina a Jakovljevic

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Bastano 283 giorni per passare dall’apice della gloria – quello scudetto conquistato nella primavera del 2025 che aveva interrotto il ciclo milanese – alla separazione immediata, senza tante cerimonie, con una telefonata o forse nemmeno quella, visto che a parlare ieri sera è stato solo un comunicato stampa. La Virtus Bologna, capolista indiscussa della serie A nonostante le ultime battute d’arresto, ha sollevato dall’incarico Dusko Ivanovic, l’uomo che aveva ridato peso e sostanza al progetto bianconero dopo un avvio altalenante. A firmare la decisione, maturata nel giro di poche ore dopo il derby perso al Forum contro l’Olimpia Milano – un 103-87 che sulla carta non spostava gli equilibri europei, visto il distacco ormai incolmabile dalla zona playoff di Eurolega – è stata una frattura interna, profonda e ormai insanabile, con il suo giocatore più rappresentativo, la guardia americana Carsen Edwards.

Il dettaglio, a tratti quasi incredibile per chi segue le dinamiche del basket italiano, è che il conflitto era esploso con una violenza inaudita proprio al termine di quella gara di Milano. Secondo ricostruzioni raccolte nell’ambiente, Ivanovic avrebbe posto un aut aut alla dirigenza: o lui o Edwards, una resa dei conti resa inevitabile da un rapporto logoro da mesi e acuitosi nelle ultime uscite. La società, di fronte a questa pressione, ha scelto di puntare sulla stella americana – il giocatore più pagato della rosa e, per giunta, reduce da una stagione dove il suo rendimento, eccezionale nel girone d’andata, aveva subito una flessione preoccupante – e di sacrificare il tecnico montenegrino. Durante quella stessa partita, la tensione era già palpabile: Ivanovic aveva dichiarato di voler tenere Edwards negli spogliatoi per l’intero secondo tempo, un’intenzione poi “mitigata” dallo staff dirigente che ne impose la presenza in panchina, sebbene senza mai farlo entrare in campo per gli ultimi venti minuti.

Non è stato, insomma, un classico caso da “pesce d’aprile” o un fulmine a ciel sereno assoluto, se si osservano le settimane precedenti. Ivanovic, che lo scorso 15 marzo aveva regalato ai tifosi una frase divenuta virale (“non esistono problemi ma soluzioni”) dopo una vittoria proprio sull’Olimpia in campionato, aveva visto incrinarsi progressivamente il rapporto con alcuni senatori dello spogliatoio. Lo spartiacque, secondo fonti vicine alla squadra, sarebbe stato il ko di Reggio Emilia di domenica scorsa, dopo il quale il coach aveva alzato il tono lamentando la mancanza di fame nella squadra. Il fatto che la Virtus guidi la classifica del campionato italiano con un margine importante sulle inseguitrici – una posizione che solitamente garantisce tranquillità – è stato evidentemente un fattore irrilevante di fronte al logorio dei rapporti umani all’interno di uno spogliatoio che non riconosceva più la voce del proprio condottiero.

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