Pos e registratore di cassa, scatta la corsa contro il tempo per l’abbinamento obbligatorio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mancano ormai poche ore all’appuntamento con il fisco che, non a caso, molti commercianti e artigiani hanno cerchiato in rosso sul calendario: lunedì 20 aprile è il termine ultimo per completare il collegamento virtuale tra il Pos, cioè lo strumento che permette i pagamenti tracciabili con carta, e il registratore telematico. Si tratta, va detto subito, di un adempimento puramente digitale che non richiede interventi fisici sulle apparecchiature, ma che impone un passaggio obbligato nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. L’obbligo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, è diventato operativo il 5 marzo scorso, eppure il countdown per adeguarsi – considerati i fatidici 45 giorni concessi – sta per concludersi proprio in questo fine settimana di Pasqua.

La procedura guidata e i soggetti coinvolti

Per adempiere alla nuova norma, l’esercente (o un suo intermediario delegato) deve accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” utilizzando le credenziali Spid o Cie; qui, attraverso il servizio “Gestione collegamenti”, si associa la matricola del registratore telematico – già censita in Anagrafe tributaria – con i dati identificativi del Pos. È un’operazione che l’Agenzia ha volutamente semplificato: nel sistema viene mostrato automaticamente l’elenco dei terminali attivi riconducibili al titolare della partita Iva, informazioni queste che vengono preventivamente riversate dagli stessi operatori finanziari. La platea dei soggetti obbligati è piuttosto ampia e include non solo i commercianti al dettaglio e gli artigiani, ma anche i professionisti con partita Iva, le società di persone e persino quelle di capitali, senza dimenticare gli agenti e i rappresentanti di commercio.

Tempistiche differenziate e il nodo delle sanzioni

La scadenza del 20 aprile riguarda in particolare coloro che avevano un Pos già attivo e funzionante al 1° gennaio 2026, oppure che lo hanno utilizzato almeno una volta tra quella data e il 31 gennaio successivo. Per tutti gli altri, invece, chi installa un nuovo terminale a febbraio, marzo o aprile dovrà rispettare una finestra temporale diversa: l’abbinamento va effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione, comunque non oltre l’ultimo giorno lavorativo di quello stesso mese. Sul fronte delle penalità, la legge è piuttosto chiara e severa: chi non effettua questo collegamento rischia una sanzione pecuniaria che oscilla tra 1.000 e 4.000 euro. A questa multa, che ricorda per entità quella prevista per chi non si dota proprio del registratore di cassa, si aggiunge il rischio concreto di una sospensione dell’attività; nello specifico, la licenza può essere bloccata per un periodo che va dai quindici giorni ai due mesi, una misura che in caso di recidiva può addirittura arrivare a sei mesi di stop forzato.

Il supporto dell’Agenzia e l’obiettivo della tracciabilità

A disposizione degli operatori, per fugare ogni dubbio in queste ore convulse, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida operativa completa di immagini e tabelle, oltre a una serie di Faq che chiariscono i casi limite, come ad esempio la possibilità di collegare un unico Pos a più registratori di cassa o l’esenzione dall’obbligo per quelle attività che usano il Pos solo per operazioni esonerate dall’emissione dello scontrino. In buona sostanza, il meccanismo non raccoglie i dati sensibili del cliente finale, ma serve all’amministrazione finanziaria per incrociare i flussi giornalieri dei corrispettivi con gli incassi elettronici, chiudendo idealmente il cerchio nella lunga battaglia contro chi cerca di eludere il fisco disallineando gli incassi dalle registrazioni.

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