Salah e Slot, dopo la bufera la tregua sul campo di Anfield
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Redazione Sport
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L'atmosfera tesa che aveva avvolto i rapporti tra Mohamed Salah e il Liverpool, dopo le dure dichiarazioni dell'attaccante seguite alla partita contro il Leeds, sembra essersi almeno temporaneamente dissolta. Il faraone egiziano, infatti, è tornato a calcare il prato di Anfield durante la partita contro il Brighton, sostituendo prematuramente l'infortunato Joe Gomez, e ricevendo un'ovazione calorosa che ha dimostrato come il legame con la piazza rimanga, nonostante tutto, forte. Una rientrata, la sua, che è apparsa come un primo passo verso la normalizzazione di una situazione che aveva rischiato di degenerare, anche perché la sua esclusione – per motivi che sono stati definiti disciplinari – dalla lista per la trasferta di Champions League a Milano contro l'Inter aveva ulteriormente alimentato le speculazioni su un possibile addio già a gennaio.
Le parole che hanno scatenato la polemica
La radice della crisi, che non ha precedenti nella seconda era di Salah al club, risiede nelle frasi pronunciate dallo stesso calciatore dopo il pareggio a Leeds, dove era rimasto in panchina per l'intera durata dell'incontro. "Mi hanno gettato sotto un bus", aveva tuonato l'egiziano, lasciando trasparire una frustrazione profonda per una condizione di marginalità a lui completamente estranea. "Non posso credere di stare in panchina per 90 minuti: è la terza volta di fila, non mi è mai capitato in carriera", aveva aggiunto, tracciando un confine netto tra il suo passato da indiscutibile titolare e un presente improvvisamente opaco. Quelle parole, cariche di delusione, avevano immediatamente fatto il giro del mondo, spingendo molti a leggervi una richiesta velata, ma chiara, di cambiare aria.
La risposta pragmatica del tecnico
Arne Slot, dal canto suo, ha affrontato la spinosa questione con il pragmatismo che spesso caratterizza il suo approccio, evitando di alimentare ulteriormente la polemica mediatica ma agendo con decisione sul piano disciplinare. L'esclusione dalla squadra per l'impegno europeo è stata la risposta più tangibile alle dichiarazioni considerate fuori luogo. Tuttavia, una volta scontata questa misura, l'allenatore olandese ha rapidamente reintegrato l'attaccante nel gruppo operativo, schierandolo poi in campo non appena le circostanze del match lo hanno richiesto. "Quando ho dovuto fare il primo cambio, l'ho mandato in campo", ha dichiarato Slot dopo la partita, sminuendo l'esistenza di un problema aperto e definendo la questione come risolta, quasi a voler archiviare rapidamente un episodio che rischiava di distrarre la squadra dalla sua corsa in campionato.
Il futuro tra assist e record
Il rientro in campo contro il Brighton non è stato solo un gesto simbolico di pacificazione, ma ha anche avuto un risvolto concreto sul piano sportivo, con Salah che ha fornito un assist per il gol del raddoppio, aggiungendo un altro primato personale alla sua già sterminata collezione. Questo dettaglio, per quanto marginale nel contesto della vicenda, resta un promemoria del valore assoluto che il giocatore continua a possedere e che il club, inevitabilmente, deve tenere in massima considerazione. La strada verso una piena riconciliazione, se di vera rottura si è trattato, potrebbe essere ancora lunga, ma il primo passo è stato compiuto sotto gli occhi di un pubblico che, almeno in quel momento, ha scelto di sostenere il suo idolo.




