Enel, l’a.d. Cattaneo: il nostro piano apprezzato dalla Borsa perché “ipersolido” e “derischizzato”
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Redazione Economia
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La sala del Capital Markets Day di Milano, gremita di analisti e investitori, è stata oggi il teatro in cui l’amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo, ha svelato la nuova architettura strategica del colosso elettrico italiano per il triennio 2026-2028, un piano che, nelle sue parole, si presenta come “ipersolido” e volutamente “derischizzato”, caratteristiche che hanno immediatamente trovato il favore del mercato azionario. Il Titolo del gruppo, dopo una seduta trascorsa stabilmente in territorio positivo, ha chiuso con un deciso balzo del 6,8 per cento, attestandosi a quota 9,70 euro per azione, un rally che gli analisti presenti non hanno esitato a definire come la logica conseguenza di obiettivi finanziari giudicati ben al di sopra delle più rosee aspettative del consensus. La cura impressa dal manager, che aveva già posto solide fondamenta durante il suo primo mandato avviato nell’aprile del 2023, punta ora a un’accelerazione decisa della crescita, fondata su una disciplina finanziaria ferrea e su una riallocazione geografica degli investimenti che vede nell’America del Nord, e negli Stati Uniti in particolare, un nuovo, fondamentale perno strategico.
Nel dettaglio del piano, illustrato con dovizia di particolari dai vertici della società, emerge un incremento consistente della massa degli investimenti, che raggiungeranno i 53 miliardi di euro complessivi, segnando un aumento di circa 10 miliardi rispetto alla programmazione precedente, con una ripartizione che vede una sostanziale parità tra il potenziamento delle reti e lo sviluppo del business integrato della generazione -7. Più di 26 miliardi, infatti, verranno destinati alle infrastrutture di distribuzione, con una chiara priorità per l’Italia che assorbirà da sola oltre la metà di queste risorse, mentre una quota rilevante, superiore ai 20 miliardi, è stata riservata all’Europa nel suo complesso -1. Per quanto riguarda le rinnovabili, cuore pulsante della transizione energetica del gruppo, la previsione è di stanziare circa 20 miliardi di euro, un impegno finanziario che consentirà di aggiungere 15 gigawatt di nuova capacità installata, portando il totale del gruppo a superare la soglia degli 80 gigawatt entro la fine del 2028, con una netta predominanza, superiore al 75 per cento, di tecnologie eoliche e di sistemi di accumulo a batteria -4-9. Una parte di questi nuovi asset, specialmente quelli oltreoceano, sarà sostenuta da contratti di lungo termine come i Power Purchase Agreement, che garantiscono una visibilità stabile sui ricavi futuri.
Cattaneo, nel corso della conferenza stampa successiva alla presentazione, ha voluto sottolineare con forza come il documento programmatico presentato alla comunità finanziaria inri al suo interno tutti i possibili elementi di criticità e gli impatti negativi, primo fra tutti quello derivante dal decreto Energia che, come spiegato dal direttore finanziario Stefano De Angelis, inciderà per circa 300 milioni di euro sull’utile netto nell’anno di massimo effetto, il 2027 -8. “Abbiamo messo nel piano tutti gli impatti negativi”, ha tenuto a precisare il numero uno di Enel, “e per questo è un piano derischizzato, e quindi alla Borsa piace” -5. La strategia, infatti, non nasconde le difficoltà del mercato interno, dove i margini sono destinati a ridursi, ma compensa questa flessione con la spinta propulsiva proveniente dall’estero. “L’Italia farà meno margini, però l’estero ne farà di più”, ha spiegato Cattaneo, indicando negli Stati Uniti, in Canada e in altri mercati come Australia e Germania i nuovi motori di una crescita che guarda con fiducia all’aumento della domanda elettrica trainata dalla proliferazione dei data center e dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale -2-5.
Il plauso degli analisti e le nuove frontiere del business
La reazione delle principali banche d’affari non si è fatta attendere, e i commenti diffusi nelle ore successive alla presentazione dipingono un quadro di generale soddisfazione per la direzione intrapresa dal gruppo guidato da Cattaneo. Barclays, che ha alzato il target price a 10 euro per azione, ha definito l’evento “positivamente impressionante”, evidenziando come gli obiettivi chiave siano significativamente superiori alle attese del mercato e sottolineando il potenziale ancora non pienamente espresso dalle divisioni reti e rinnovabili, specialmente in un contesto di domanda strutturale in crescita -3. Ancora più ottimista si è mostrata Equita, che ha portato il prezzo obiettivo a 10,30 euro, il più elevato tra le stime diffuse, apprezzando in particolare la crescita attesa dell’utile per azione e del dividendo, con un rendimento implicito che potrebbe avvicinarsi al 6,5 per cento nel 2028 -3-6. Unica voce parzialmente fuori dal coro è stata quella di Citi, che pur riconoscendo la bontà dei numeri, ha mantenuto un approccio più cauto, richiamando l’attenzione sulla necessità di monitorare da vicino la capacità esecutiva del management e l’evoluzione del quadro macroeconomico, con particolare riferimento all’andamento dei tassi d’interesse e alla volatilità dei prezzi energetici -3.
L’accelerazione impressa dal piano si fonda anche su una rinnovata attenzione verso segmenti di business ad alto valore aggiunto, come i servizi ai clienti finali e le infrastrutture per le telecomunicazioni, pensate per fidelizzare la base di utenti attraverso offerte cosiddette “bundled” che integrano elettricità, gas e connettività in fibra -1. In quest’ottica, Enel prevede di incrementare la propria base clienti nel mercato libero portandola a circa 26 milioni di contratti entro il 2028. Parallelamente, l’espansione della Regulated Asset Base, il valore regolato degli asset su cui il gruppo calcola la propria redditività nelle reti, è destinata a crescere fino a toccare i 58 miliardi di euro, un incremento del 22 per cento rispetto ai valori di fine 2025 che garantisce ulteriore solidità e prevedibilità ai flussi di cassa futuri -10. Sul fronte del ritorno per gli azionisti, infine, il consiglio di amministrazione ha dato il via libera a una nuova tranche del programma di buyback da 1 miliardo di euro, parte di un piano più ampio da 3,5 miliardi, mentre la politica dei dividendi si preannuncia in crescita, con un aumento del 6 per cento medio annuo del dividendo per azione nel periodo considerato, in linea con la crescita attesa dell’utile -7-10.




