Paragon, lo spyware nel mirino della finanza: spiato anche l'ad di Enel Cattaneo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una nuova, significativa crepa si è aperta nel già intricato caso Paragon, rivelando come il noto spyware abbia preso di mira alcuni tra i più influenti esponenti del panorama imprenditoriale e finanziario italiano. Dopo le prime segnalazioni, che avevano coinvolto principalmente giornalisti e attivisti, l’allerta di potenziale infezione giunta su WhatsApp all’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone segna un deciso cambio di passo, spostando l’attenzione verso un settore, quello della grande finanza, i cui equilibri e le cui operazioni sono di vitale interesse per molti. Le motivazioni che hanno spinto qualcuno a puntare il magnate rimangono, al momento, del tutto avvolte nel mistero, mentre la sua azienda ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale sulla delicata faccenda.

Il risiko bancario nel mirino

La lista delle personalità colpite si è rivelata ben presto più lunga del previsto, includendo una figura di primissimo piano come Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit. Il banchiere, che si trovava al centro di una complessa partita sul tavolo del cosiddetto risiko bancario, è stato “attenzionato” con il software spia Graphite, una variante di Paragon, proprio mentre era impegnato in due operazioni di portata strategica: l’offerta su Banco Bpm e, parallelamente, la scalata nel capitale della tedesca Commerzbank. Entrambe le manovre, com’è noto, hanno incontrato la ferma opposizione dei rispettivi governi, un dettaglio che aggiunge ulteriori strati di complessità a un quadro già di per sé opaco.

Un terzo nome di peso nel settore energetico

La geografia delle vittime designate, tuttavia, non si è fermata al solo settore bancario e imprenditoriale tradizionale. Stando a quanto ricostruito, anche Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel, ha ricevuto da Apple l’avviso di un presunto virus spia nei propri dispositivi. L’ingresso di un manager di un colosso energetico nell’elenco dei potenzialmente sorvegliati disegna un perimetro d’azione dello spyware sempre più ampio e trasversale, andando a lambire quei centri nevralgici dell’economia nazionale dove si decidono politiche industriali e investimenti miliardari.

Una cornice giuridica differente

La natura dei nuovi bersagli introduce una differenza sostanziale rispetto ai casi precedenti, che avevano coinvolto giornalisti e attivisti per i diritti umani. Se autorizzato, infatti, l’impiego di uno strumento come Paragon contro personalità del mondo finanziario potrebbe rientrare in un quadro legale, seppur strettissimo e del tutto eccezionale. È questo, probabilmente, uno dei motivi per cui, a differenza di quanto accaduto con le prime vittime, al momento non risulta che alcuna delle nuove figure colpite dall’avviso abbia sporto denuncia in Procura, lasciando gli investigatori con un puzzle da ricomporre in assenza di elementi formali decisivi.

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